3 Muffin e un Architetto

Una splendida Angela che mi accoglie in una telefonata con comunque tantissima dolcezza anche senza conoscermi!

Nasce a Livorno ma ora trasferita a Firenze. Nasce come architetto, ma con delle forti passioni per il food design e la fotografia. Non molla l’ architettura anzi secondo me ne riesce a fare una base solida per ciò che è ora la sua passione food e fotografica. Inizialmente proprio una passione l’ ha spinta in questa nuova avventura. Un blog aperto nel 2015 vuoi per trovare una piccola valvola di sfogo anche per una situazione matrimoniale non proprio florida. Amici che la chiamavano per ricette anche a notte inoltrata chiamate per consigli su ricette e lei decide di aprire questo ricettario online, disponibile per loro in qualsiasi momento.

Nel 2016 partecipa a 12 contest culinari vincendone 10. Capendo che a differenza del suo pensiero del momento che non era proprio lusinghiero nei suoi confronti, lei poteva essere ciò che voleva.

Partendo dal dolce forno che ricevette da bambina, passando per le cene che organizzava quando i suoi genitori uscivano e lei a 14 anni invitava fino a 30 persone e preparando dall’ antipasto al dolce piatti che al solo pensiero mi hanno fatto venire l’ acquolina in bocca. È lei stessa che conferma:” a me piace più che cucinare l’ effetto finale che si ha nel piatto” detto da chi i suoi piatti li disegna.

Una scuola di cucina di Firenze che la contatta per lavorare insieme, Eatly, un programma di cucina che fa da sola preparando ogni puntata un piatto e spiegando tutto passo passo.

Ad agosto 2018 il suo primo libro. Argomento? Ovviamente l’impiattamento! A SCUOLA DI FOOD DESIGN

Al momento già alla sua terza ristampa.

Un libro invece scritto invece con Luisanna Misseri conosciuta un anno e mezzo fa. L’ argomento? Artusi.

Chi è? Acquistate il libro come ho fatto io e innamoratevi delle ricette che Angela e Luisanna hanno reso attuali ma senza stravolgerle. Due donne che si confrontano in questo viaggio. Due donne che imparano anche a conoscersi.

Un matrimonio che come capita a molti, in questo periodo per lei così fruttuoso, arriva al termine.

Ora però lei continua ad essere una super mamma di 3 splendidi MUFFIN, che sono il suo centro del mondo.

Spero in queste poche roche di essere riuscita a farvi capire che splendore di donna sia Angela, una telefonata di due amiche mi è sembrata, chiacchiere di vita. Mi ha trasmesso quanto sia appassionata del suo lavoro e quanto ami i suoi bambini.

Un umiltà e una voglia di imparare che la contraddistinguono.

Visitate il suo Blog http://www.tremuffineunarchitetto.it/

Visitatela e Seguitela su Instagram

https://instagram.com/tre_muffin_e_un_architetto?igshid=y62nt9hpyrkf

La rossa digitale 1

Buongiorno disagiate del cuore sono qui a scrivere il mio primo articolo dell’ anno mentre sono a lavoro.

L’ anno che è da poco passato mi ha portato tante novità, una nuova me, una me che andando avanti ha imparato a capire ciò che è importante e ciò che non lo è.

A volte si perde la bussola durante la propria vita, ma io in questo anno ho capito la bussola di averla ritrovata trovando nuove ispirazioni, nuovi sogni da costruire, nuovi progetti a cui ambire e questo è davvero molto importante!

Si spesso i sogni molte persone li ignorano, o non danno così peso perché li considerano qualcosa che non potrà mai realizzarsi e invece penso che siano proprio quelli che a me hanno permesso di arrivare dove sono. Una nuova posizione lavorativa tra le mani, un nuovo progetto di vita, e tante nuove persone che sto conoscendo in questo periodo.

Siate affamati ha detto un uomo di fronte ad una folta platea di giovani! Questo dico a voi, siate anche impazienti!

Buona giornata amici disagiati!

-Pepitosa al concerto senza visuale-

Ve la ricordate Valentina? L’ ho intervistata qualche tempo fa.

Io la seguo e quindi sono sempre attenta a ciò che racconta, durante le feste è andata ad un concerto in piazza.

Ovviamente voi penserete SUPER VALE! Se non fosse che si è andata al concerto dei Subsonica ma si faceva pure fatica a capire chi era sul palco. Perché? Perché la zona disabili che ovviamente deve essere presente era posta praticamente dietro a tutto il pubblico presente e davvero molto lontano dal palco.

Inclusione, questo è un termine che in questo periodo si sta sentendo davvero molto ma di fronte a questi eventi è davvero ridicolo parlarne. Indubbiamente io non mi sento di puntare il dito contro qualcuno ma qui ci sono delle vere e proprie discriminazioni.

Valentina anche lo ha detto, c’è bisogno che ci sia un attenta modifica delle leggi che regolano queste manifestazioni o eventi, potrebbero magari inserire un ente che si occupi di organizzare al meglio questi eventi per rendere davvero inclusivi questi eventi.

Potrebbero magari gli artisti come nel caso di Valentina interessarsi a queste cose e cercare di rendere davvero inclusivi i loro progetti.

Nel 2020 mi trovo però davvero stupita che accadano ancora questi eventi, mi è capitato addirittura di sentire che una bambina disabile che voleva andare a vedere il suo idolo ma non ci è potuta andare perché non era presente l’ area dedicata.

Concluderei parlando di ABILISMO, sapete cos’è?

Discriminazione nei confronti di persone diversamente abili. Voi che ne dite queste situazioni fanno parte?

Annarita e il suo salotto

La vastità dei profili che instagram offre nel suo panorama è enorme.

Di solito i profili che mi piace seguire sono quelli delle persone vere, donne, uomini che sono reali. Annarita è stato una delle prime persone che quando sono arrivata su Instagram ho iniziato a seguire con piacere.

Svariati i temi che tratta nel suo profilo, intolleranza al lattosio e alimenti dedicati visto che lei è intollerante.

Serie TV, ne è una vera appassionata.

Makeup, skin care, daily care tutto bio.

Il suo profilo lo potete trovare sotto il nome di @ilsalottobioserialediannarita. Una ragazza davvero simpatica che ultimamente è anche diventata mamma quindi troviamo anche post baby.

Insomma se volete seguire una super mamma che affronta le sue giornate con il sorriso seguitela ne vale la pena!

Baci larossadigitale

La vita inizia dove finisce il divano

Amore. Lotta. Rinascita. Paura. Tristezza. Donne. Collaborazione. Riscatto. Prevenzione. Sorelle. Galline. Amicizia. Coesione.

Parole piene secondo me queste! Si perché quando leggi un libro ti può capitare di trovare parole piene, che l’autore, in questo caso l’ autrice riempiono della loro stessa storia.

Già dalle prime pagine la mia sensazione era dire a Veronica “Tu sei speciale e non permettere a nessuno di sostenere il contrario”. Questo articolo non sarà una semplice copiatura di quello che è la storia di Veronica, non ti permetterebbe come dice la @spora (nome di Veronica Benini su Instagram) di “MUOVERE IL CULO”.

Il culo lei ce lo sta insegnando a muovere dopo svariati disagi che lei stessa ha subito dalla vita. Ha iniziato anche lei in un blog proprio come questo dove sei tu ora.

Ha iniziato per “AVVISARE LE RAGAZZE”. Si avvisare di quel tumore che nel 2006 aveva colpito lei al collo dell’ utero, il tumore che non avvisa ma che se ti controlli puoi colpire prima che lui colpisca te. Sposata e divorziata due volte si perché il primo marito la lascia proprio nel 2010 per sterilità. Lasciandola in un momento dove ci si aspetterebbe tutto fuorché un compagno che ti abbandona. (diciamo però che se non ho spulciato e trovato dati errati ne ha salvate più o meno 70)

Nel 2012 lascia una carriera che tutti invidierebbero ma che in quel momento non era più la sua per trasferirsi dentro ad un furgone che trasformerà sola in un camper.

Crea Corsetty una piattaforma che promuove la formazione come arma anche per l’ indipendenza pensa tu quanto possa essere cambiata la sua vita dal momento in cui apriamo il libro.

Io Veronica la seguo dagli inizi, mi continua a spronare ogni giorno, dimostrando secondo me quanto l’ universo femminile abbia un potenziale inespresso estremamente alto. Mi stupisce ogni giorno e non scherzo di quanto sia piena di idee, di quanto sia cambiata da quando la seguivo agli inizi. Di quanto sia cresciuta con noi “galline” si perché il suo seguito di donne, il suo esercito, noi che siamo saltate giù dal divano anche grazie ai suoi ” ALTISSIMA, PURISSIMA, VASTISSIMA”, “LA VASTITÀ”, “ANDIAMO A FATTURARE”.

Tutti motti suoi tutti suoi insegnamenti!

Non ti voglio raccontare altro. Questo libro è secondo me un esperienza. Quindi larossadigitale ti consiglia vivamente di farla questa esperienza! E ovviamente STAY FIGA!

VOTO DEL LIBRO : 10

PER CHI È: qui ci si potrebbe sbizzarrire su chi premiare con questo regalo quindi non mi sento di darvi un consiglio ma solo di SPARGERE IL VERBO!

Julia Elle #larossadigitalechelegge

QUALUNQUE COSA TI FACCIA SORRIDERE & DISPERATA E FELICE

Julia, Chris, Chloe e la mamma di Julia

Julia Elle, per chi la segue su Instagram @diseperatamentemamma e per chi non la segue cole che ha scritto questo libro che secondo me potrebbe essere definito un manuale di sopravvivenza.

Spesso non si immagina quanto il mondo possa essere disperato e felice.

Julia la seguo sui social e fino a poco tempo fa non avevo ancora letto i suoi libri, si perchè ne ha fatti due e io li ho letti due in due giorni. Julia, una ragazza che voleva sfondare nel mondo della musica, che voleva arrivare dove voleva essere anche quando da giovanissima ha deciso di andare via di casa.

Julia, Baby Polpetta e Baby Banana

Nel suo cammino incontra Paolo, l’ uomo che secondo lei sarà l’ uomo della sua vita. Di Paolo se ne innamora e poco tempo dopo sono in attesa di Chloe, un piccolo scricciolo biondo. Colei che la catapulta nel pieno del mondo di pappe, bambini, pannolini e specialisti, si perchè Julia come ogni neo genitore come molto spesso capita anche in italia, capita di prenotare magari proprio una prima ecografia perchè si è incinta e il primo appuntamento utile viene dato quando il nascituro compirà il 30° compleanno.

Dopo Chloe arriva Chris, sempre avuto da Paolo.

Da qualche tempo, anche lei lo narra nel suo secondo libro, nella loro vita è entrato Bill. Julia dopo aver lasciato Paolo non ha più avuto un compagno, si stava bastando sa sola.

Uno dei loro momenti

Cantante, attrice, ideatrice della web series “Disperatamente Mamma”.

VOTO DEI LIBRI: 9+ (narrazione scorrevole, piena di dettagli e consigli sottili per sopravvivere a tutti i disagi simpatici che creano due baby terremoti)

PER CHI E’: per tutti, una lettura non troppo pesante ma che racconta con estrema chiarezza cosa accade quando due genitori si separano e come sia presente una sana CONDIVISIONE, non sempre un comportamento che è presente in questi casi.

Associazione Demetra ❤️🔥❤️

Alcune foto delle loro attività

Nella ricorrenza del nostro 6° compleanno, ci fa piacere condividere la nostra storia, chi siamo e cosa facciamo ogni giorno a sostegno delle donne del nostro territorio.
L’Associazione Demetra nasce il 25 novembre del 2013 come centro di ascolto psicologico ad alta sostenibilità, ossia con contributi per i servizi offerti accessibili a tutti, anche alle famiglie con basso reddito.
Il primo progetto lanciato sul territorio è il “Centro di ascolto per donne in difficoltà e per vittime di violenza, maltrattamenti e abusi” che dal 25 novembre 2016 è stato dedicato alla concittadina Sandra Agostinelli morta nel 2014 per mano dell’ex marito.
Il Centro Donne si offre come uno spazio informale ma professionale di ascolto e aiuto per tutte le donne che attraversano un momento difficile della loro vita: pazienti oncologiche, donne che subiscono lutti importanti, donne in condizioni di povertà ed emarginazione, donne che affrontano gravidanze difficili o neo mamme che devono adattarsi al loro nuovo ruolo, donne alle prese con figli problematici e, soprattutto, donne che vivono situazioni di violenza fisica, psicologica e/o economica da parte del loro compagno. Dall’apertura ad oggi il Centro ha aiutato 142 donne di cui 85 vittime di violenze, oltre a 7 adolescenti di sesso sia femminile che maschile (famiglie violente e/o bullismo) e 5 uomini vittime a loro volta di qualche forma di violenza e di stalking!
Come riconoscere una situazione di violenza domestica e non?
Mentre è più semplice individuare la violenza fisica e sessuale, anche se spesso nelle battaglie processuali perfino questi parametri vengono purtroppo messi in discussione, è più complicato individuare le altre forme di violenze perché si mascherano per manifestazioni “eccessive” di amore. Quando si parla di violenza, il parametro di valutazione è sempre la sofferenza della vittima: che si parli di bullismo, di stalking, di violenza psicologica o della stessa violenza sessuale per individuare la violenza bisogna concentrarsi sulla sofferenza che i comportamenti dell’altro comportano sulla persona.
Infatti se prendere a pugni una persona o violentarla è facilmente individuabile come comportamento violento perché causa delle lesioni, più o meno importanti, sull’altro, umiliarla, deriderla, “segregarla” all’interno delle mura domestiche, isolarla sono ancora reputati dalla maggior parte delle persone comportamenti non propriamente violenti: “si comporta così perché mi ama e mi vuole proteggere”, “la colpa è la mia perché non sono in grado di…”, “Lui non è cattivo, è fatto così… Ha avuto una brutta storia!”, “non voleva ferirti/mi, stava solo scherzando…” sono le frasi che più spesso si sentono riferire quando si parla di autori di violenza sia da parte della vittima che da parte di chi le sta vicino. E spesso la sofferenza della vittima viene interpretata come una sua esagerazione, una sua incapacità di percepire “l’assenza di volontà” da parte dell’autore di ferire la persona.
In realtà la sofferenza psicologica è un fattore strettamente individuale e perpetrare comportamenti che possano causarne in qualcuno è violenza; così come la limitazione della libertà individuale per gelosia o per un sentimento di possesso nei confronti dell’altro: impedire di uscire da sola, non lasciare denaro a disposizione, limitare i contatti con parenti e amici non sono segno di amore folle ma di un sentimento di possesso e di sottomissione quindi di violenza!
Una persona che conosco subisce violenza, che faccio?
E’ importante in questi casi chiedere consigli a chi se ne intende e non agire di propria iniziativa: affrontare direttamente la vittima può comportare un suo allontanamento o, peggio ancora, la condivisione delle vostre osservazioni con il compagno violento che potrebbe aggredire anche voi. L’ideale è quindi rivolgersi ad un centro anti violenza e chiedere consiglio, eventualmente cercare di convincere la conoscente a fare riferimento a questo ma senza essere troppo espliciti, magari dicendo che sarebbe opportuno capire se quei comportamenti sono comportamenti violenti o meno.
Spesso la vittima si rifiuterà di dare ascolto a chi cerca di renderla consapevole dei suoi problemi e questo genera frustrazione in chi vuole aiutarla e la volontà di fare qualcosa a tutti i costi!
Purtroppo però se la persona che subisce violenza non riconosce il problema e non decide di cambiarla, nessuno può farlo al posto suo!!!
Sono una donna vittima di violenza ma ho dei figli minori: me li toglieranno?
Troppo spesso le donne giungono al nostro Centro quando i figli sono prossimi alla maggiore età, questo perché persiste ancora il pregiudizio che i servizi sociali abbiano come unico obiettivo quello di togliere i figli alle famiglie! Assolutamente non è così, compito dei servizi sociali è tutelare il minore verificando che viva in un ambiente adeguato e sostenere il nucleo familiare affinché lo diventi. Nel caso delle donne vittime di violenza, i servizi sociali sono gli unici che possono effettuare gli invii nelle strutture di accoglienza per donne vittime e il loro compito consiste nel verificare la situazione di violenza e poi assistere la donna in tutto il percorso di uscita dal circuito, sostenendola nella ricerca di un alloggio, di un lavoro, sostenendola per il possibile nelle spese, affiancati dai Centri antiviolenza per tutto quanto riguarda l’assistenza psicologica e legale.
Come lavora il Centro donne dell’Associazione Demetra?
L’obiettivo primario che ci prefiggiamo è quello di accogliere le donne e farle sentire a loro agio dando la possibilità, alle vittime di violenza, di accedere inizialmente in forma anonima. Si cerca di lasciare alla donna il tempo per acquisire la fiducia necessaria ad aprirsi e condividere la sua storia con l’operatrice, che presso il nostro centro è rigorosamente una Psicologa regolarmente iscritta all’Albo. Successivamente si cerca di comprendere la reale richiesta dell’utente e di trovare con lei la soluzione migliore, che varia naturalmente di caso in caso.
Alle donne viene offerta la possibilità di avere un supporto psicologico finalizzato alla presa di coscienza del proprio problema e al rafforzamento della persona per affrontare il percorso di uscita, l’opportunità di ricevere assistenza legale con un’avvocatessa iscritta al regime di gratuito patrocinio, la possibilità di essere sostenuta materialmente grazie alla rete di collaborazione con altre associazioni ed Enti del territorio.
Quello che offriamo a tutte le donne che ne sentono la necessità è uno spazio informale ma professionale di accoglienza ed ascolto attivo dove trovare sostegno in momenti difficili della propria vita.

Se ti riconosci in queste parole, se hai anche solo il dubbio e vorresti parlarne con qualcuno, chiamaci: 3318799120 – 3773605704. Troverai un’equipe di psicologhe pronte ad accoglierti ed ascoltarti.
Dott.ssa Orietta Barbaliscia Dott.ssa Debora Mori
Dott.ssa Federica Bensi Dott.ssa Ester Loreto

La Cura ed i Talenti

Ci ritroviamo dopo la pausa estiva, a riprendere da dove ci eravamo lasciate, al tema delle passioni da coltivare e trasformare in opportunità per noi stesse, opportunità di esprimere la nostra vera essenza e di raggiungere la nostra personale pienezza.
Nel mio articolo precedente vi ho parlato di come passione e cura siano due parole per me molto care e che porto sempre nella mia “valigia” di donna e di professionista. La parola cura, nella sua forma più antica, in latino, esprimeva l’atteggiamento di premura e preoccupazione nei confronti di una persona amata o di un oggetto di valore.
Appartiene a molte di noi questa tendenza a “curare” nel senso ampio che la lingua latina descrive, secondo la sociologa Chiara Saraceno, uno dei terreni su cui si misura, con più evidenza, la differenziazione tra uomini e donne resta quello della cura. Le donne da secoli sono e vengono reputate le maggiori esperte del prendersi cura: non solo ci prendiamo cura di familiari, amici e conoscenti, spesso scegliamo dei mestieri e delle professioni basate, essenzialmente sulle funzioni di cura.
“Dopo aver intercettato ciò che ci piace è importante avere pazienza e cura”, dice ancora Filomena, ma come mai, capita di frequente, che l’operazione di prenderci cura di noi (non solo della nostra persona), di ciò che ci permetterebbe di autorealizzarci attraverso l’espressione dei nostri talenti viene messa in secondo piano? Sembra che proprio non riusciamo a dedicare il tempo, lo spazio e le energie sufficienti a mettere al centro noi stesse, c’è sempre qualcuno o qualcosa che richiama o reclama la nostra attenzione, nei casi migliori lo spazio che dedichiamo a ciò che ci piace fare è ridotto al minimo.
Nel mio lavoro mi capita molto spesso di incontrare delle donne che chiedono di essere accompagnate nella ricerca della loro vera natura, desiderano incontrare la loro parte essenziale quella che capita di smarrire e così, inevitabilmente, mi ritrovo a pensare a quanto tempo, io stessa, ho dedicato alla ricerca di questa aspetto di me e quanto faticoso sia stato prima trovarlo e poi continuare a nutrirlo. Ho anche scoperto, nel tempo, come questa parte sostanziale di ognuno sia inevitabilmente connessa ai talenti personali. Pressoché quotidianamente continuo a confrontarmi con i talenti che le donne celano nel proprio interno e la loro fatica più grande è quella di riconoscerli come propri.
Talento e cura vanno a braccetto, non solo il talento, per potersi esprimere pienamente, ha bisogno di cura amorevole, ma il talento delle donne è indissolubilmente legato alla cura, o meglio all’abilità intima alla natura femminile del prendersi cura. Quando questo binomio trova la possibilità di esprimersi, finisce per dare forma a progetti originali ed intensi, che parlano un linguaggio squisitamente femminile.
Eppure molte di noi stentano a trovare la strada che porta alla realizzazione ed a percorrerla fino in fondo; probabilmente due aspetti sono coinvolti in questo difficile percorso: da un lato siamo ostacolate dal fatto che non crediamo abbastanza in noi e nelle nostre capacità ed anche dall’ abitudine antica, a cercare l’approvazione all’esterno piuttosto che giudicare noi stesse ciò che può o non può andar bene per ognuna. Dall’altro lato può non essere semplice sopportare il peso del talento, ancora una volta ci viene in aiuto conoscere il significato di questa parola che in origine indicava qualcosa di materiale, la stessa radice, si ritrova in parole il cui significato si rifà a sopportare un carico gravoso.
In effetti, la realizzazione di noi stesse può anche intimorirci, dietro un fallimento o dietro la decisione di non mettersi in gioco per raggiungere un obiettivo importante, si può nascondere la paura di avere successo più che di fallire.
Magari, nel profondo, pensiamo di non meritare il riconoscimento che pure desideriamo.

    

“25 Grammi di Felicità”

Una storia di scoperta e amore per se stessi

Una storia che racconta dove l’ uomo e gli animali iniziano una perfetta relazione. Che li porterà al compimento di un progetto.

Massimo e Ninna sono loro i protagonisti di questa storia che ci farà capire quanto gli animali possano impattare nella nostra vita. Massimo è un veterinario di bovini e Ninna (nome che darà proprio Massimo alla nostra protagonista) una riccetta. Il cucciolo ha pochi giorni, è tutto rosa, e ha sul dorso una corona di aculei bianchi e morbidi, un po’ scomposti. Pesa solo 25 grammi e pigola piano: ha fame, o freddo, o forse si sente solo. E cosi Massimo che ha attorno a lui un muro di abitudini ed apatia permette a Ninna di scalfirlo.

Non ho voglia di comprare un riccio ma di questo libro me ne hanno parlato in molti e quindi ho dovuto per forza scoprire quale fosse la storia che si racchiudeva al suo interno.

Amore ed egoismo, due sentimenti che spesso contrastano ma in questa storia hanno due ruoli fondamentali secondo me. Massimo alla fine del libro è una persona nuova secondo me, migliorato da tutto quello che gli è accaduto, e bhe Ninna lei dovete leggere il libro per sapere la sua storia non posso raccontare tutto.

Baci e buon Martedi

La Rossa digitale

La scuola che inizia

Ciao! E’ iniziato un nuovo mese, Settembre, che porta sempre nuovi inizi…il ritorno a lavoro dopo le chiusure estive, l’inizio di un nuovo anno scolastico, periodo di esami per gli universitari prima di un nuovo anno accademico. Per me l’inizio dell’anno é sempre stato segnato dal mese di Settembre, piuttosto che Gennaio. Settembre é il mese dei buoni propositi, della ricarica dopo le vacanze estive, dei nuovi progetti, della voglia di cambiare le cose e avventurarsi in nuovi viaggi…
Quest’anno rivivo l’attesa dell’inizio della scuola con mio figlio che inizierà tra qualche giorno la scuola d’infanzia. Ricordo bene l’ansia del ritorno a scuola, ma anche l’entusiasmo per le nuove conoscenze, nuove esperienze, la scelta del materia.e scolastico.Per questo ho deciso di incentrare questo articolo proprio sull’inizio della scuola e sui libri Usborne che trattano questo tema. Perché sì, Usborne pensa anche a questo! 

Iniziamo proprio con un libro sulle prime esperienze, Going To School.
Questo piccolo libricino fa parte della serie Usborne First experiences e, come gli altri libri della serie, guida il bambino alla scoperta di nuove situazioni e nuove sensazioni nell’affrontare qualcosa per la prima volta, attraverso illustrazioni e storie della famiglia Peach. In questo caso si affronta per la prima volta l’inizio della scuola, ma ci sono anche altri libri sulla prima volta dal dentista, in aereo, ecc… I libri di questa serie sono adatti anche a bimbi dai 3 anni. Le illustrazioni sono molto colorate e simpatiche. Inoltre, in ogni pagina si trova la “ little yellow duck” di Usborne, da cercare insieme.

Un altro libro sul tema é My First Book About School, un libro indicato per bambini che iniziano la scuola elementare e che stanno imparando anche l’inglese a scuola. Questo libro presenta oltre 300 termini riguardo la scuola ed é strutturato su come si svolge una giornata scolastica : da quando si esce per andare a scuola, alle lezioni di matematica e arte, al tempo che si svolge all’aperto. Un libro perfetto per un bambino che inizia la scuola per la prima volta.

Per bambini un po’ più grandi, dai 7 anni, c’è un libro molto completo su tutto ciò che bisogna sapere prima di iniziare la scuola: All the words you need to know before you start school.
Questo libro tratta varie tematiche, da come andare a scuola, alla giornata scolastica e come si svolge, alle parole che bisogna sapere prima di iniziare la scuola ( stagioni, animali, ecc…), alle relazioni con gli altri e alle sensazioni che si provano.
Un libro molto utile, perché pieno di parole da imparare e di tematiche importanti per l’attività scolastica.

Ci sono anche altri libri Usborne, che possono essere utili per la scuola, ma, se volete saperne di più, potete visitare il mio sito o i miei canali social!
Intanto auguro un buon anno scolastico a tutti i bambini e agli studenti che iniziano la scuola in questo periodo! Non smettete mai di avere nuovi interessi, nuove passioni, di conoscere cose nuove.
Noi ci ritroviamo la prossima settimana con tante nuove proposte!
A presto!

Ramona TarquiniIndependent Usborne Organiser Mail: Ramona.tarquini83@gmail.comhttps://org.usbornebooksathome.co.uk/Ramona_Tarquini/https://www.facebook.com/ramonatarquiniusborne/Instagram: ramona_booksforchildren