Aiuto mi scoppia l’ Armadio!

“Non hai bisogno di più spazio, hai bisogno di meno oggetti” questa
frase ultimamente mi appare un po’ovunque perché il decluttering
sembra essere una moda che contagia tutti.
Il mio desiderio é di avere una casa più minimal, questo però cozza
con il mio amore per le novità e con il bisogno di essere circondata
da oggetti che amo.
Le due aree che mi creano maggiori difficoltà sono il mio
guardaroba e i giochi di mia figlia.
Il doverli periodicamente riorganizzare mi fa pensare che questo
sottragga troppo tempo alle cose che mi piacciono e se da una parte
traggo grande soddisfazione quando vedo che l’ordine viene
ristabilito, dall’altra lo trovo un grande dispendio di energia.
Quindi durante lo scorso cambio armadio ho preso la decisione di
eliminare alcune cose.
Quello che non mi rappresenta, anche se mi ritengo abbastanza
poliedrica e quello con cui non mi sento a mio agio, per farlo
bisogna prima conoscersi.

Sull’onda dell’entusiasmo ho acquistato ben due libri di Marie
Kondo, e li ho trovati ricchi di spunti, ma troppo estremi, il suo
rigore è troppo rigido per me che accetto con fatica le imposizioni.
(Io conservo ancora i biglietti dei concerti del 99 per intenderci, le
scarpe da sposa che ora sono troppo piccole e centinaia di vecchie
lettere.)
Non sono certa di aver terminato entrambe i libri, ho preso quello
che mi è risuonato, il suo motto è “Tieni solo quello che ti dà gioia”
e questo credo sarebbe da applic

foto miriam
are ad ogni ambito della vita.
Dopo attenti studi e qualche mediazione ecco il mio metodo per
riordinare il guardaroba:
Svuotare completamente l’armadio.

No, non in una volta sola, mi dispiace Marie, il mio letto non
reggerebbe, mia figlia andrebbe in giro con i miei vestiti e
probabilmente mi verrebbe una crisi isterica, quindi io consiglio di
procedere a settori:
– pantaloni, gonne
– maglie e camicie
– giacche e cappotti

provare ogni cosa di cui non ricordo la vestibilità e decidere se
tenere, donare o mettere nel limbo.
Il limbo è una scatola che lascio in lavanderia, come consigliato da
M.K. Se un oggetto lasciato lì per due mesi non viene recuperato
allora non ci serve.
Io sono meno metodica anche qui, ad un certo punto lo scatolone
straripa e mi sta in mezzo ai piedi ed è arrivato il momento di darlo
a qualche raccolta di abiti.
Quando so a chi donare i vestiti è più semplice, perché sapere di
averli dati a persone a cui voglio bene mi fa sperare che li
riutilizzeranno.

Per mantenere l’armadio in ordine e controllare lo shopping
compulsivo una cara amica mi ha consigliato il suo metodo “dentro
uno fuori uno” per ogni capo che introduce ne sottrae uno o
addirittura due, a me sembra un po’ anaffettivo perché io voglio
bene ai miei vestiti, ma ci provo.

Fate shopping nel vostro armadio.
Per una settimana, o meglio ancora un mese, scovate i capi utilizzati
pochissimo e ogni giorno inseritene uno nell’outfit giornaliero,
vedrete quante sorprese.

miriam6

Organizzate swap party con le amiche: se non sapete come
funzionano sono degli incontri in cui ci si scambia vestiti ed
accessori che non si utilizzano più, pensate che bello poter rendere
felice qualcuno e dare una nuova vita ai vostri vecchi abiti.
periodicamente faccio una pausa detox dagli acquisti

e mi impongo di non comprare nulla per un mese.
La cosa che cerco sempre di fare è prediligere il Made in Italy,
anche se purtroppo non é certezza di sostenibilità, quantomeno non
dovrebbe favorire lo sfruttamento dei lavoratori.

Una volta scelto cosa tenere e cosa donare ripongo gli indumenti
della stagione terminata in scatole e sacchetti, in modo da ritrovare i
capi in ordine quando mi serviranno ed all’inizio di ogni stagione
necessitano al massimo di una veloce stirata.
Questo mi permette di prendermi cura dei miei abiti e sentirmi più
in armonia con lo spazio in cui vivo.

miriam2

Non ho ancora trovato una soluzione per i giocattoli ed alterno
alcuni momenti di grande sconforto ad altri in cui sono alla ricerca
di bauli e ceste e sposto mobili per rendere tutto più gradevole, alla
fine sono giunta alla conclusione che un giorno mi mancherà anche la casa di Barbie in salotto e quindi cerco di vederla come un elemento di design.

L’ autrice dell’ articolo :

https://instagram.com/miriamtognazzi?igshid=ouon81vnozsn

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