“25 Grammi di Felicità”

Una storia di scoperta e amore per se stessi

Una storia che racconta dove l’ uomo e gli animali iniziano una perfetta relazione. Che li porterà al compimento di un progetto.

Massimo e Ninna sono loro i protagonisti di questa storia che ci farà capire quanto gli animali possano impattare nella nostra vita. Massimo è un veterinario di bovini e Ninna (nome che darà proprio Massimo alla nostra protagonista) una riccetta. Il cucciolo ha pochi giorni, è tutto rosa, e ha sul dorso una corona di aculei bianchi e morbidi, un po’ scomposti. Pesa solo 25 grammi e pigola piano: ha fame, o freddo, o forse si sente solo. E cosi Massimo che ha attorno a lui un muro di abitudini ed apatia permette a Ninna di scalfirlo.

Non ho voglia di comprare un riccio ma di questo libro me ne hanno parlato in molti e quindi ho dovuto per forza scoprire quale fosse la storia che si racchiudeva al suo interno.

Amore ed egoismo, due sentimenti che spesso contrastano ma in questa storia hanno due ruoli fondamentali secondo me. Massimo alla fine del libro è una persona nuova secondo me, migliorato da tutto quello che gli è accaduto, e bhe Ninna lei dovete leggere il libro per sapere la sua storia non posso raccontare tutto.

Baci e buon Martedi

La Rossa digitale

Un super Spettacolo!

Siamo gente semplice ma unica.

Il freak show è #autenticità. Una macchina spettacolo. Hip hop, danza moderna, danza gioco… Si esibiranno anche le mamme con le figlie. In un atmosfera Circense.

gemellesiamesi #magia #nani #donnabarbuta

➡ Circo 🤹‍♂ Freak
I nostri allievi sono pronti per farvi vivere insieme agli insegnanti i sacrifici di questo anno sportivo.

Per la @blueteamclub i difetti sono particolarità da proteggere.
✔ 22 GIUGNO 2019
🎭 TEATRO EUROPA APRILIA Teatro Europa Aprilia
ORE 20.30 🎟 FREE

➡ Instagram stories
⛬ Silvymammarella ⛬ Blueteam

Cosa è il network Marketing e come ha cambiato la vita di Mirko!

Il mio messaggio per voi e’ vedere come si può e come si riesce a cambiare vita.

Mirko e’ uno di questi esempi.

Sono MIRKO ACETO, ho 31 anni e vivo a torino. Fino a qualche anno fa non avrei mai immaginato di poter vivere una tale esperienza con il Network Marketing, ma oggi sono FELICE GRATIFICATO E SODDISFATTO.

La mia storia inizia nel dicembre 2008 quanto lavoravo presso una cooperativa all’interno della fabbrica FIAT a torino. Avevo uno stipendio medio di quasi 1000€, con un cartellino da timbrare alle ore 6 del mattino, ed ero il 21 enne più felice del mondo. sai perché?

Perché rispetto a molti ragazzi della mia età che non lavoravano io potevo finalmente iniziare a realizzare i miei progetti, auto ,viaggi , vestiti ecc…

Finché un bel giorno tutto cambiò, IN POSITIVO OVVIAMENTE, perché un capo reparto mi iniziò a domandare : MIRKO , SEI FELICE DI QUESTO LAVORO? COME LA VEDI LA TUA VITA QUI DENTRO NEI PROSSIMI 30 ANNI, SEMPRE SPERANDO CHE IL CONTRATTO VENGA SEMPRE RINNOVATO NONOSTANTE I TUOI SACRIFICI ? PENSI DI POTER REALIZZARE LA TUA VITA, I TUOI SOGNI , I TUOI PROGETTI CON QUESTO LAVORO?

Fu davvero una cosa pazzesca , quasi da brividi, e sudare freddo, ma vi dirò che questo mi permise di guardare oltre , perché quello che iniziò ad apparire ai miei occhi non era esattamente quello che stavo vivendo in quel momento. Ho iniziato a vedere i miei colleghi, persone che erano li da più tempo di me, che non erano così felici al mattino, non erano gratificati per quello che facevano, non avevano prospettive per realizzare i propri sogni, potevano SOLO CONTINUARE A LAVORARE , PER PAGARE LE BOLLETTE E SPERARE CHE UN GIORNO QUALCOSA, QUALCUNO, CHISSA’ , AVREBBE CAMBIATO IL LORO DESTINO.

Ma sappiamo bene tutti che non è così.

E quindi tornai dal capo reparto e iniziai a capire un pò meglio cosa fosse il NETWORK MARKETING, perché farlo? con quali prospettive ?

Premetto che non avevo mai sentito parlare di tutto ciò, non avevo esperienza, non avevo idea di cosa fosse, e probabilmente un pò mi spaventava come qualsiasi cosa nuova che ci si presenta nella VITA.

Ma quando iniziò a parlarmi di persone , che dedicando tempo, impegnandosi a fondo, sono riuscite a ribaltare la loro vita, realizzando i propri sogni, accumulando soldi da questo sistema, per poi avere tempo di qualità da dedicare ai propri cari, ho pensato:
SE FOSSE LA COSA PIU’ IMPORTANTE DELLA MIA VITA ?

Un pò come i nostri nonni che vivevano con il SOGNO AMERICANO , ecco questo è stato per me il primo approccio con il network marketing. IL SOGNO AMERICANO

PARTIRE DA ZERO SOLDI , MA CON TANTA VOGLIA DI RIUSCIRE.

Ho partecipato al primo Meeting, ho ascoltato , sono tornato a casa e non riuscivo nemmeno a dormire per l’entusiasmo di poter iniziare a sviluppare un PROGETTO TUTTO MIO COSI GRANDE.

Non è stato facile, ho seguito il mio sponsor, l’ho copiato, l’ho ascoltato, l’ho osservato e alla fine sono partito con la VOGLIA DI UN LEONE per conquistare il mio successo.

Nel 2011 avevo 400 persone di gruppo , guadagnavo tre volte quello che il mio lavoro in fiat poteva darmi con 8 ore di lavoro al giorno, ma con la differenza di dedicare solo i ritagli di tempo al NETWORK MARKETING.
Mi svegliai una mattina, erano le ore 4.35 e pensai : MA SE DEDICASSI PIU’ TEMPO AL MIO PROGETTO , FORSE POTREI RADDOPPIARE O TRIPLICARE IL RISULTATO, AL POSTO DI SPENDERE 8 ORE AL GIORNO PER 1/3 DEL RISULTATO.

Quella mattina andai a lavoro ,e a fine turno diedi le mie dimissioni.

Oggi vivo di Network Marketing, ho conosciuto migliaia di persone in questi anni, ho condiviso con molti di loro TANTO VALORE , e questo a permesso ad ognuno di noi di migliorare, perché l’esperienza è ciò che può arricchire la nostra anima.
Ho viaggiato tantissimo, e tutt’ora la mia valigia è sempre pronta, in qualsiasi momento potrebbe arrivare il desiderio di partire è questo mi da un senso di LIBERTA’ che non si può spiegare.
Ho creato il mio team, offrendo a molti di loro l’opportunità di imparare dal percorso già fatto, evitando errori, e conoscendo in anticipo le soluzioni a quello che verrà e tutto ciò mi ha permesso di avere professionisti nel mio team , che come me vivono di questa splendida realtà e godono di libertà ECONOMICA e di TEMPO.

Nulla è stato facile , e nulla lo sarà mai, ma quello che posso dirti è che ne è valsa davvero la pena.

Se lo vuoi davvero trovi un modo, altrimenti trovi una scusa! Simone Tessadori!

Ebbene si ragazze oggi voglio presentarvi un ragazzo che ha tutta la mia ammirazione, si sta costruendo ciò che sognava passo passo mostrandosi anche sui social nella vita di tutti i giorni. Mostrandosi anche con qualche cliente e spiegando il suo Made in Italy. Andate a seguirlo sul suo profilo Instagram !

·         Ti faccio un affermazione che potresti ricevere, o magari hai ricevuto già.” Io vorrei comprare made in Italy ma ha un costo troppo elevato”. Come rispondi o comunque come fai capire che il made in Italy e’ importante? 

-Ti rispondo con un affermazione che resta sempre un mio caposaldo : se lo vuoi davvero trovi un modo, altrimenti trovi una scusa. Credo racchiuda tutto ciò che penso. Il problema tantissime volte non sono le possibilità economiche quanto il desiderio di avere centinaia di capi nell’armadio e il non saper pianificare le spese. Provengo da una famiglia normalissima, ma anche da adolescente ho sempre preferito avere pochi capi nell’armadio ma che fossero qualità, che mi facessero sentire a mio agio. Non ti nascondo che ad oggi ho ancora dei capi che indosso di quel periodo.

·         Le tue collezioni:

Giardino di Boboli FW 2018-2019

Il Ballo del Doge SS 2018

Parfait d’Amour FW 2017-2018

Quanto ci metti a realizzarla, o meglio come nasce? 

-Ogni collezione è a se, ma diciamo che più si va avanti e più il processo creativo diventa snello poiché la brand identity si è già abbastanza segnata. All’incirca però ci vogliono almeno dai 2 ai 4 mesi per riuscire a creare una collezione come si deve.

·         Avresti pensato agli inizi, nel 2016, di arrivare dove sei ora?

– Diciamo che avevo una visione di me proiettata in un mondo super luccicante e perfetto, ma mai avrei immaginato di riuscire a sviluppare il senso di maturità e l’approccio al lavoro che oggi posseggo. Ma è il bello della vita, no?

·         Chi ti piacerebbe vestire con uno dei tuoi abiti?

– Se intendi una diva, adoro tantissimo Blake Lively. La trovo, oltre alla sua disarmante bellezza, di una semplicità e di una dolcezza infinita. Oltre ad essere anche un’ottima attrice. Questo è il mio genere di donna che devo dire comunque ho già la fortuna di vestire. Tutte le mie clienti sono donne colte, intelligenti e che sanno bene qual’è il loro ruolo nel mondo.

·         Come ti vedi tra 5 anni?

– Alla conquista del completo globo terraqueo? XD

·         La tua linea guida come anche hai detto tu stesso è fare in modo di sradicare alcuni preconcetti che noi donne ci facciamo magari su un abito o uno specifico colore. Come ci riesci? avviene tutto nel tuo Atelier?

– Diciamo che nel mio Atelier avviene la magia poiché riesco ad avere un riscontro diretto con chi ho di fronte, ma cerco di fare la stessa cosa anche attraverso il web. Nonostante la moda sia un’argomento di cui tutti parlano, sono pochissime le persone che davvero la conoscono e soprattutto che la padroneggiano.

·         Il tuo Atelier si trova a Brescia, ti è mai capitato di pensare di volerti spostare in un’altra città? Se si quale e perché’? 

-Sicuramente un domani mi vedo con monomarca in tutto il mondo, ma tutto è nato qui e per ora mi sento ancora legato a questo luogo, ma come dicevamo prima la vita è imprevedibile, quindi chissà 😉

Mamme e Bambini- Casa editrice Usborne-

Ciao, sono Ramona, mamma  di un bimbo di 3 anni di nome Andrea. Sono sempre stata appassionata di libri e il mio sogno nel cassetto é sempre stato gestire una libreria in cui dare consigli di lettura. Sarò contro corrente ma mi piace sfogliare un libro, sentirne il profumo, osservare le immagini. Ho iniziato a trasmettere questa passione al mio piccolo Andrea, che ha iniziato prestissimo a maneggiare libri per la sua età: tattili, colorati, sonori.

In particolare, ogni volta che andiamo in libreria rimane sempre estasiato dai libri di una casa editrice, la Usborne. E come dargli torto? Sono libri colorati, illustrati, da toccare. La Usborne é una casa editrice del Regno Unito indipendente, che pubblica  libri per bambini di ogni età. Qualche settimana fa su Facebook mi imbatto in un annuncio di lavoro e compare di nuovo quel nome, Usborne. Si cercano collaboratori per far conoscere i libri in inglese, libri per bambini dai 6 mesi all’adolescenza per aiutarli all’apprendimento della lingua inglese.

Oggi sappiamo che è molto importante conoscere bene l’inglese e spesso si inizia già dalla scuola dell’infanzia proprio perché i bambini apprendono molto in questa fase.

Mi informo e l’idea di svolgere un’attività con i libri e per i bambini mi entusiasma moltissimo da subito. Senza pensarci troppo, decido di intraprendere l’attività di Independent Usborne Organizer e quindi di occuparmi di consigliare i libri più adatti ai bambini in base alla loro età, organizzando anche eventi per loro ( letture animate, laboratori di pittura, giochi in inglese e tanto altro) presso associazioni, ludoteche, asili, scuole. Un’attività che mi riporta in poco tempo a quello che ho sempre desiderato. Sono molto felice, mi sento attiva e riesco a gestire il mio tempo per il lavoro e per la mia famiglia. Questa attività mi permette di conoscere nuove persone, organizzare eventi e stare a contatto con i bambini e il loro magico mondo.

E anche mio figlio é felice di avere tanti libri a casa per poter imparare cose nuove!

Da quando é arrivato il libro Peep inside the sea lo trovo spesso immerso nel mondo marino!😄

Un libro piccolo, cartonato, ma molto colorato e con illustrazioni che sembrano animare ogni pagina. Il libro non vuole raccontare una storia, ma far vivere una nuova esperienza, attraverso tante alette da sollevare e scoprire insieme, davanti agli occhi incuriositi del bambino.

Le illustrazioni degli animali marini sono bellissime e colorate; sembra proprio di fare un viaggio nei fondali marini.

Leggendo recensioni di questo tipo di libri, ho scoperto che il meccanismo che regola l’uso delle alette é la sorpresa . Per i bambini piccoli é importante sapere che il distacco dalla madre é seguito dal suo ritorno e questa é un’importante fase di crescita. L’uso delle alette, con “ il vedo, non vedo”, in qualche modo ricrea questo distacco seguito da un ritorno e questo è uno dei motivi per cui questo tipo di libri coinvolge i bimbi anche piccoli.

Vedere gli occhi di mio figlio illuminati dalla meraviglia nel vedere le illustrazioni mi rende felice e mi fa tornare bambina insieme a lui.

Vi ho incuriosito un pò sui libri Usborne?! Ci sono tanti altri libri da scoprire per accompagnare i vostri bambini nell’apprendimento della lingua inglese!

Seguitemi sui miei profili Fb e Instagram per essere aggiornati sulle novità e sugli eventi che organizzo:

https://www.facebook.com/ramonatarquiniusborne/

E se qualcuno fosse incuriosito ad intraprendere questa attività, sono a disposizione per ogni domanda.

Disagi a ruota libera #6

Non so, quelle giornate dove noi donne abbiamo il ciclo vengono nella maggiorparte dei casi scandite da insani momenti di DISAGIO.

Si quei momenti in cui l’ ira di un battaglione di zanzare si concentra in noi, e le lacrime di tutta la terra sembrano approdate e legate a noi. E già a noi donne la sindrome premestruale riesce a renderci delle bombe ad orologeria pronte ad esplodere qualsiasi sia il bisogno.

Per ovviare a questo vorrei parlare di qualche rimedio che io uso personalmente per ovviare a questi picchi di disagio che mi attanagliano.

Partiamo dal presupposto che una persona che vi consiglio di seguire su Instagram, per conoscervi meglio e per capire molte piu’ cose e’ VIOLETABENINI o come si definisce lei una DIVULVATRICE. Pronta ad illustrare e a farci capire quanto sia importante il nostro benessere e il nostro essere donne e mostrarci per quelle che siamo.

Io quando sono nei miei giorni di ciclo

  • Mangio:Non mi privo di un pezzetto di cioccolata o di una porzione di patatine in piu’ se in quel momento il mio corpo mi chiede quello. So che sicuramente ci saranno persone che non sono della mia stessa opinione, ma perche’ rinunciare e magari rimanere con quel pensiero per un intera giornata?
  • Passeggiata da sola in un parco/prato: se non sto troppo male mi piace passeggiare da sola in un luogo all’ aria aperta dove riesco a sentire la natura introno a me, non so perche’ ma questa cosa mi ha sempre fatto rilassare molto;
  • Quello che mi metto non mi piace quindi, abiti da ciclo!: ebbene si so che le donne sono stupende, in ogni loro forma ma io quando ho il ciclo, sicuramente come tante altre di voi non mi piaccio e di conseguenza mi sono inventata o meglio ho scelto alcuni Outfit che sono per quei giorni cosi da non dovermi impazzire facendo scenate davanti all’ armadio;
  • Mi faccio un regalo: ebbene si non spendo i milioni capiamoci, ma una maglietta, un paio di scarpe, un rossetto, qualsiasi cosa che mi faccia stare bene in quel momento.
  • La Coppetta: ebbene si la coppetta mestruale e’ una di quelle cose che io non abbandono piu’! Sicuramente parecchie di voi la usano o almeno conoscono una persona che la usano. Io vi posso dire che da quattro anni a questa parte non potevo fare scelta migliore perche’, mi allevia molto i dolori, e’ una scelta green! (il costo della coppetta lo si affronta una sola volta). Si riesce a tenere anche sotto controllo il reale flusso del ciclo.

Spero che queste piccole Tips vi abbiano strappato un sorriso e magari abbiate trovato qualcosa di interessante per la vostra esperienza!

Grazie ragazze di tutto il supporto.

Fatemi sapere cosa ne pensate mi raccomando!

Baci La Rossa

The Umbrella Accademy- Netflix Serie-

Buongiorno bella gente!

Di ritorno da tutte queste strambe festività che mi hanno credo bloccato il tempo perche’ giuro io non so che giorno sia oggi.

In questi giorni ho finito di vedere The Umbrella Accademy su Netflix… vi premetto che ci saranno degli spoiler, quindi smettete di leggere!

The Umbrella Academy è un fumetto scritto dal cantante del gruppo musicale statunitense My Chemical Romance, Gerard Way. Prodotto nel 2007 come serie limitata, è edito dalla Dark Horse Comics.

“Il 1º ottobre 89, 43 donne in tutto il mondo partoriscono contemporaneamente, nonostante nessuna di loro mostri alcun segno di gravidanza sino all’inizio del travaglio. Sette di questi bambini vengono adottati dall’eccentrico miliardario Sir Reginald Hargreeves, il quale li addestra attraverso quella che lui chiama “The Umbrella Academy”, formando così una squadra di supereroi. Hargreeves dà ai bambini numeri anziché nomi, ma alla fine vengono conosciuti come Luther (numero 1), Diego (numero 2), Allison (numero 3), Klaus (numero 4), Cinque (numero 5), Ben (numero 6) e Vanya (numero 7).”

Da qui diciamo parte tutto quello che verremo a scoprire di questa stramba famiglia, ognuno dei protagonisti ha una potere che lo porterà ad avere degli inconvenienti che a volte come nel caso di Klaus che per me e’ il fratello che in questa serie secondo me basandomi sull’ inizio dove ci viene mostrato come il piu’ scapestrato, avvolto dal tunnel della droga per evitare il suo potere. Alla fine lo ritroviamo che praticamente quasi salva i suoi fratelli nella puntata finale della serie.

Vanya, sarà lei invece che ci lascerà stupiti per come concluderà questa serie, per le situazioni che smuoverà, per ciò che farà nei confronti di sua sorella, e di come muterà totalmente il suo carattere e il suo essere, spinta anche da un uomo che le si avvicinerà ma che poi lei… UCCIDERA’!

Io sinceramente sono rimasta molto male sul finale, mi aspettavo qualcosa che colpisse di piu’, vi dirò da come era partita in pompa magna mi aspettavo anche qualche colpo di scena in piu’ dove questi protagonisti che secondo me hanno davvero del potenziale potessero mostrarsi al meglio.

Staremo a vedere nella successiva stagione cosa ci mostreranno questi beniamini dei fumetti.

A fine febbraio 2019, la serie è stata rinnovata per una seconda stagione, quindi sicuramente secondo me per fine anno dovremmo averla   🙂

Aspettiamo serene!

Buon giovedi che sa di Lunedi anche a voi!

Ci sentiamo presto 🙂

Nel periodo dove abbiamo solo storie senza fine, ‘Avengers: Endgame’ ci sta insegnando come dire addio!

Ebbene si, la rossa e il suo Mr Big ieri al cinema per questa super extra maratona di 3 ore e qualche minuto. Per la prima volta in un film di Avengers, non ci sono scene extra di medio credito o punzecchiature finali per suggerire ciò che deve ancora venire nella serie. La bellezza di “Endgame” sta nel fatto che è davvero un finale.

Considerate: nel decennio che “Iron Man” ha fatto esplodere il franchise di Avengers nella stratosfera cinematografica, milioni di giovani e adolescenti hanno raggiunto la maggiore età senza mai sperimentare una cultura cinematografica che non ruota attorno al personaggio iconico di Robert Downey Jr. o il coraggioso Capitan America di Chris Evans o la fredda vedova nera di Scarlett Johansson o il misterioso auto-deprecating di Chris Hemsworth o l’affascinate Hulk di Mark Ruffalo. Per i loro antenati, il costante drumbeat dei film di Avengers è stato un caldo bagno di nostalgia, una scommessa affidabile per il loro divertimento in famiglia in quanto hanno cercato un motivo per strapparsi via dai loro televisori a grande schermo. Per i loro figli e nipoti, questo non è solo quello che sembravano i film – questo è quello che erano i film. E parte di quel DNA essenziale era che, anche se si fossero fermati, non erano mai veramente finiti. C’era sempre un’altra puntata dietro la curva.

Potrebbe scioccarli per sapere che non è sempre stato così.

Con la saga di “Avengers” e il “Game of Thrones” (zitti tutti che ancora alla seconda stagione stò)più profondo di quest’anno, i poli chiave della cultura comune dei primi del 21 ° secolo stanno costringendo i loro fan a cimentarsi con idee di chiusura, assenza e perdita interiore che probabilmente lasceranno i loro fan più giovani delusi nel migliore dei casi, sconsolati nel peggiore dei casi. Avremmo potuto scoprire che il modo migliore per controllare era di controllare tutto il tempo, sempre, per sempre – ma nulla è per sempre, come “Endgame” ci ricorda con solennità elegiaca e genuina emozione che sono sicuri di imboscare anche i fan più scettici.

Qualsiasi film basato su un libro di fumetti ha il diritto – anche l’obbligo – di giocare veloce e libero con la mortalità, sia attraverso poteri soprannaturali, viaggi nel tempo o la fisica quantistica dell’estensione del marchio. Proprio come la morte di “Avengers: Infinity War” non poteva essere necessariamente la finale, quindi una sfilza di film e programmi televisivi a venire promettono di sostenere i nostri personaggi più amati o di rianimare i loro compagni caduti. Certo, “Endgame” gioca ai limiti che i fan dell’indeterminazione si aspettano, ma non ha paura di fare qualcosa di molto più importante. Undici anni, 22 film e innumerevoli personaggi in seguito – con poche finalita ‘definitive, almeno una devastante partenza a tutto tondo e senza consolanti avvertimenti per il credito finale – sta facendo il difficile, necessario lavoro di insegnamento di una generazione cresciuta su storie senza fine come dire addio.

 

Disagi a ruota libera #4

Disagiati e disagiate del cuore buon pomeriggio. Ebbene si io faccio pare di quella ristretta cerchia di povera gente che non ha fatto ponte quindi oggi si lavora. Mi sarebbe piaciuto essere in montagna a sorseggiare una bella cioccolata, e invece no incatenata qui.

Dai su però non disperiamo la cosa positiva e’ che oggi malgrado non ci abbia capito molto ma e’ già venerdi! Quindi felici e sorridenti ci dirigiamo già verso il fine settimana.

Forse questo clima strambo dove ieri sembrava agosto e oggi quasi e sottolineo quasi (non si arrabbi chi patteggia per una stagiono o per l’ altra) autunno, io purtroppo sono come i vecchietti amante delle mezze stagioni quindi cari miei sono eternamente senza stagione.

Con questo clima il mio passatempo sono le serie, in questi giorni ne sto macinando svariate, chi di voi ne e’ amatore mi saprà poi dare qualche altro consiglio. The Umbrella Accademy, Il Trono di Sade ma sono solo alla seconda stagione quindi niente spoiler! Stranger Things. Voi ne avete altre che state divorando da consigliare? No Horror please 😛

Instagram Lady # 1

Finalmente eccomi con una nuova intervista dell’ Instagram, oggi vi parlo di una giovane quasi mamma che conosco praticamente da quando ho aperto il mio Instagram e seguo assiduamente. Annarita, de ILSALOTTOBIOSERIALEDIANNARITA. Voglio cercare di farvi capire quanto sia bello il mondo delle Instagram Lady come le chiamo io.

Intanto le faccio un mega ringraziamento, a lei ma anche ai suoi follower e i miei che leggeranno questa intervista.

  • Tra un pochino dovremmo chiamarti mamma Annarita quindi permettimi di iniziare con gli auguri. Partiamo però dal principio. Età?
    -Grazie mille per gli auguri! Guarda neanche a farlo apposta fra 2 giorni compirò i fatidici 30 anni e mai mi sarei aspettata di festeggiarli così, “in compagnia”!
  • Dove vivi? Da sempre?
    -Vivo a Piacenza da 3 anni ma sono nata e cresciuta a Lucca.
  • Studi? Lavori? Che studi hai fatto? -Attualmente non lavoro, ho avuto varie esperienze da stagista sia come parrucchiera che come grafica pubblicitaria (mio titolo di studio fra l’altro).
  • Instagram quando e’ approdato nella tua vita?
    -Instagram è approdato più “seriamente” nella mia vita più di un anno fa con la nascita di questa mia pagina.
  • Pensavi di avere cosi tanto successo?
    -No assolutamente no e infatti ne sono rimasta piacevolmente sorpresa!
  • Dedichi molto tempo alla gestione, alla cura del tuo profilo?
    -Da quando ho creato la pagina dedicavo diverse ore tutti tutti i giorni ma ammetto che dall’inizio della gravidanza ho allentato la presa per motivi di salute ma almeno  un 3 volte al giorno ci accedo per evitare di restare troppo indietro e per non perdere il contatto giornaliero con voi salottine
  • In questa avventura, hai stretto dei rapporti che stai portando avanti anche nella vita reale?
    -Ti dirò proprio ultimamente si, ho stretto un rapporto con una di voi che mi segue fin dagli inizi e giusto la settimana scorsa a Lucca ci siamo incontrate e abbiamo passato una piacevole mattinata fra chiacchere sulla nostra vita (senza mai accennare ad Instagram)e shopping!
  • Sul tuo profilo emerge la tua passione per le serie tv. Sbaglio? Genere preferito? Serie preferita? Personaggio preferito?
    -Non sbagli, il mio profilo nasce proprio per condividere le mie 2 passioni che sono l’eco bio cosmesi e le serie tv (ma anche films e saghe!) per l’appunto! Dunque io guardo veramente un numero spropositato di serie dai più svariati generi ma se dovessi dirti il mio genere preferito direi quello fantascientifico e fantasy! La mia serie preferita? Una di cui ancora devo farvi una recensione, perché è talmente tanta roba che voglio studiarmela bene sul come presentarvela, mi riferisco a Lost. Personaggio preferito? Damon Salvatore della serie di successo The Vampire Diaries, perché dalla prima all’ultima stagione ha avuto un cambiamento evolutivo da bad a good guy che mi ha colpita e commossa molto
  • Sul tuo profilo sono presenti anche molte collaborazioni. Spiega se ti va un pochino a chi non sa cosa sono come funzionano?
    -Dunque ti dirò le prime collaborazioni mi sono state proposte non prima del raggiungimento dei 2000 followers, poi sono fioccate una dopo l’altra, tutte aziende piccole e private all’inizio e poi via via più conosciute e la cosa mi ha regalato soddisfazione.
  • Ne hai mai rifiutate?
    -Ammetto tranquillamente che alcune collaborazioni le ho rifiutate in quanto io per prima non credevo nei loro prodotti e nella loro filosofia; preferisco accettare poche collaborazioni ma valide che accettare di tutto solo per far numero di post. Siccome ci metto la faccia in quello che vi recensisco testando personalmente ogni singolo prodotto ricevuto ci tengo a dirvi la mia sincera opinione se quel tale prodotto è buono o no, sennò se dicessi il falso che figura potrei fare con voi che mi seguite e mi date fiducia?  Questo “gioco” lo faccio fare ad altre, a me non interessa.
  • Haters, in questo momento se ne parla molto. Anche di Cyber bullismo. Tu cosa ne pensi?
    -Beh penso che gli haters e i cyberbulli siano dei leoni da tastiera svogliati ed annoiati dalla loro stessa vita e la trovo una cosa molto triste. Godono sul regalare cattiverie gratuite una cosa che non concepisco e non capirò mai.
  • Te ne sono mai capitati su questo profilo?
    -Fortunatamente no non me ne sono capitati; un paio di diverbi in direct mi sono accaduti ma sull opinione di un determinato prodotto x che a me piaceva e a loro no, ma naturalmente ci sta, non siamo tutte con le stesse caratteristiche fisiche (a livello di pelle e reazioni su di essa).
  • Cosa invece pensi proprio non si debba vedere su Instagram?
    -Io bandirei da Instagram tutto ciò che è immorale, offensivo, violento e volgare visto che ahimé su questo social ci girano moolti e forse troppi minorenni influenzabili ed impressionabili.
  • Hai dei profili che non puoi fare a meno di visitare almeno una volta al giorno?
    -Ti confesso per assurdo non ho un vero profilo preferito da visitare quotidianamente, mi piace girare nell’explora oppure cercare novità su prodotti alimentari senza lattosio!
  • Da qualche mese ci hai reso partecipi della tua gravidanza. Contenta? Emozionata?
    -Direi che sono ubriaca di contentezza per questa mia prima gravidanza, è un emozione nuova e continua mano mano che il tempo passa nonostante gli alti e bassi ma tutto nella norma!
  • Lo mostrerai su Instagram?
    -Penso proprio di si, che almeno uno scatto e delle stories le farò per mostrarvi M.
  • Maschietto giusto? Noi che ti seguiamo sappiamo solo l’ iniziale del nome M. Quando ce lo svelerai?
    -Guarda se tutto va come deve andare al massimo dopo Pasqua vi svelerò il suo nome e credimi non vedo l’ora!
  • Qualcuno lo ha azzeccato?
    -Solo una ragazza lo ha azzeccato, quella che ho incontrato di persona!
  • La piccola Polly come si rapporta con la pancia che cresce? Come pensi si comporterà con M?
    -Polly è come sempre la mia ombra e sul divano si addormenta sempre sotto la mia pancia vicina vicina, ma non sono sicura che avverta M. Io immagino che gli si affezionera’ fin da subito, perché di natura lei è troppo affettuosa (carattere atipico per un chihuahua) e impazzisce sempre quando vede bambini per strada, penso che con M crescendo saranno le comiche insieme, compagni inseparabili.
  • Ho visto che già sono arrivati i primi regali. Cosa di preciso?
    -Altro che il mio compleanno, quest’anno sto ricevendo regali tutti per M! Ho ricevuto una box da Maternatura (che ancora ringrazio!), tutine/body vari e ninnoli (che vi ho mostrato nei giorni scorsi nelle stories man mano che le ricevevo) da parenti e amiche.
  • Tu hai comprato qualcosa?
    -Hai voglia! Abbiamo preso anche noi dei body, cappellini, calzini, prodotti per il primo bagnetto e cambio, ciuccini e prossimamente prenderemo il trio!
  • Quanto impaziente di conoscerlo? Come pensi che sarà?
    -Hai voglia se sono impaziente di conoscerlo, io lo immagino tranquillo e beato dolce come un angioletto, un mix fra la sua mamma e il suo papà!
  • La data del parto?
    -Guarda sulla carta dovrebbe essere il 4 settembre ma mi hanno ridatata e confermata come data presunta del parto il 30 agosto. Io, non so perché ma mi sento che possa nascere anche qualche giorno prima!
  • Un piccolo pensiero, una frase, qualcosa di tuo che vuoi condividere con le persone che mi seguono e ti seguono?
    -Fate sempre ciò che vi piace e che vi fa sentire felici e in pace con voi stesse, non date mai peso al parere degli altri solo cosi vivrete bene! La vita è breve ed è una soltanto e va vissuta al meglio in compagnia delle persone che veramente ci amano e ci apprezzano per quello che siamo realmente, fregatevene degli stereotipi dettati dalla massa, siate sempre voi stesse!

Cosa dire, ci ha raccontato tantissimo di lei e del suo Baby in arrivo. Se avete ancora da chiedere scrivete qui sotto magari potremmo farne un altra di intervista!

Un bacio!

La rossa, La Annarita, e Baby M. 🙂

Piange il mondo…

Le torri gemelle sono state attaccate… era pomeriggio, guardavo i cartoni animati in cucina con Mamma e i miei fratelli il programma viene interrotto ed e’ questo l’ annuncio che ci viene spiattellato.

La Torre Sud (denominata WTC 2) crollò alle 9:59 circa, dopo un incendio di 56 minuti causato dall’impatto del volo United Airlines 175; la Torre Nord (WTC 1) collassò alle 10:28, dopo un incendio di circa 102 minuti.

Ieri, 15 aprile 2019 un’altra incursione similmente dolorosa ci ha colpito.

La Cattedrale di Notre-Dame in fiamme, il principale luogo di culto cattolico parigino che viene avvolta dalle fiamme.

Flames rise from Notre Dame cathedral as it burns in Paris, Monday, April 15, 2019. Massive plumes of yellow brown smoke is filling the air above Notre Dame Cathedral and ash is falling on tourists and others around the island that marks the center of Paris. (ANSA/AP Photo/Thibault Camus) [CopyrightNotice: Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.]

La cattedrale di Parigi, costruita tra il 1163 e il 1250, è stata una delle prime grandi chiese gotiche, venuta immediatamente dopo la ricostruzione del coro della basilica di Saint-Denis da parte dell’abate Sugerio, considerato il “padre” del gotico.

La cattedrale ha pianta a croce latina con transetto poco sporgente, profondo coro

terminante con un’abside semicircolare e cinque navate.

Archi rampanti

La cattedrale parigina si presenta in uno stile non ancora del tutto maturo, ancora con elementi di derivazione romanica, tra cui soprattutto le colonne cilindriche: la sua navata, infatti, non risulta slanciata e luminosa come quella delle cattedrali del gotico maturo, in cui i pilastri polistili permettono la presenza di volte più alte e di grandi vetrate;[107] con l’aggiunta delle cappelle, non presenti nel progetto originario, venne meno l’illuminazione delle navate laterali e quindi si dovettero sostituire le monofore della navata centrale con più grandi bifore.

Nella cappella Assiale Dal 2008 è custodita la reliquia della Corona di spine. Questa venne portata a Parigi nel 1239 da Luigi IX di Francia, il quale, per custodirla, fece costruire la Sainte-Chapelle, dove la reliquia rimase fino alla Rivoluzione francese, quando venne prima depositata presso l’abbazia di Saint-Denis, poi, in seguito al Concordato del 1801, consegnata nel 1804 all’arcidiocesi di Parigi. Il 6 marzo 2009, con una celebrazione presieduta da Fouad Twal, patriarca di Gerusalemme dei Latini, l’ambiente è divenuto cappella capitolare dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, al quale è affidata la reliquia della Corona di Spine, collocata al centro di un anello a sezione circolare in vetro e metallo dorato con pietre preziose,

posto all’interno di una moderna teca in vetro rosso e metallo, disegnata da Jean-Marie Dutilleul e Benoit Ferré e realizzata dell’Atelier Duchemin e da Bruno e Nicole Martin nel 2008, che vuole ricordare il mantello fatto indossare a Gesù durante la sua Passione; essa sostituisce il fastoso reliquiario disegnato da Eugène Viollet-le-Duc e realizzato nel 1862 dall’orafo Placide Poussielgue-Rusand, attualmente nel museo del Tesoro della cattedrale.

Fanno parte del Museo del tesoro anche la punta di uno dei chiodi e dalla pregevole Croce della Principessa Palatina, stauroteca ottocentesca all’interno della quale si trova un frammento della croce di Cristo, donata da Anna Maria di Gonzaga-Nevers nel 1683 all’abbazia di Saint-Germain-des-Prés e facente parte del tesoro della cattedrale dal 1828

Questi ed altri tesori come dichiarato verranno momentaneamente trasferite al Louvre, molti già si sono proposti di supportare l’ opera di rimessa a nuovo alla quale ancora non si riesce a dare una stima precisa.

Volevo condividere anche con voi qualche piccolo cenno di questo grande tesoro, che come già detto rinascerà dalla cenere.

Baci

La rossa

Sorridi che tanto e’ GRATIS!

È raro trovare persone che ti sorridono per strada.

O almeno a me capita così in questo momento. Se si incrocia lo sguardo magari anche di un bambino, e ci si mette a giocare magari poi si fa un sorriso al genitore. Certi musoni! Quelli secondo me saranno quegli adulti tristi che fanno vedere le pubblicità dove non danno magari retta al bambino che lo cerca per fargli vedere qualcosa di carino.

Mi sembra abbastanza brutta come cosa… di questi tempi un sorriso non si dovrebbe negare a nessuno e invece sembra che ci sia una ristrettezza economica anche su quello.

Mi è capitato di andare in altre città europee come Madrid o più vicine a me come a Firenze, bhe vi posso assicurare che il clima non è lo stesso. Ora magari attirerò l’ ira di qualcuno e di questo me ne dispiace ma in questo momento secondo me si sorride davvero poco. Vuoi per distrazione, vuoi per i troppi pensieri che ci attanagliano ma davvero secondo me questo momento è davvero povero di sorrisi!

Fatemi sapere se anche voi pensate la stessa cosa ne sarei davvero curiosa.

Buon martedì a tutti🔝😎

Interviste dell’ Instagram :)

Scarlet Diva e’ lei che si e’ prestata a questa mia super novità del Blog mettendosi davvero in gioco e rispondendo a tutte le domande che le avevo inviato. Make Up artist italiana in super trasferta spero che anche qui sul blog riscuota lo stesso successo che ha avuto su Instagram. Non vi dico altro perch’ voglio lasciarvi a questa super ragazza!!! Buon Sabato!

Baci a tutti

La Rossa

IO NON MI SENTO TUTELATA!

Un fiume di manifestanti, decine di migliaia, ha invaso ieri le strade di Verona dove si chiudeva la tre giorni del XIII congresso mondiale delle famiglie; il corteo organizzato dalla rete ‘non una di meno’ è a difesa dei diritti delle donne e degli omosessuali e contro l’idea di famiglia tradizionale e patriarcale promossa dal congresso.

Del congresso hanno fatto discutere, tra l’altro, un gadget a forma di feto che associa l’aborto all’assassinio e le parole della pro-vita australiana Babette Francis, per cui le donne che non fanno figli “rischiano di più il cancro al seno”.

Non mi piace fare discorsi politici ma qui si tratta di un uso solamente di un organo secondo me essenziale. IL CERVELLO.


Vi voglio riportare qui, di seguito le parole di Matteo Lambertini, oncologo presso l’Ospedale Policlinico San Martino – Università di Genova e autore di molti studi sul ruolo della storia riproduttiva nel carcinoma della mammella. “Esistono e conosciamo dei fattori di rischio o protettivi. Tra questi vi sono l’avere figli e allattarli, ma parliamo di una piccola riduzione del rischio relativo. Avere figli e allattarli non mette al sicuro dal tumore al seno, come non averli e non allattare non significa che si avrà per certo il tumore al seno. Per fare un altro esempio calzante, il fumo è un fattore di rischio ben noto per il tumore del polmone: non ne è la causa, ma di certo ha un peso molto, molto più elevato nei confronti di questa malattia rispetto a quello che ha non avere figli nei confronti del tumore al seno. Se è poi preferibile in generale avere figli in età giovane, rispetto al cancro al seno è un fattore di rischio ancora meno importante”

Partiamo da un semplice fattore, proprio un esempio mio, mia nonna ha avuto il tumore al seno. Ha avuto tre figli e questo non l’ ha protetta dal tumore. (Cosi per dire…)

Secondo me determinati argomenti vanno trattati solamente se uno e’ conscio di ciò che sta dicendo, senza dare sentenze che come in questo caso secondo me hanno messo ancora piu’ indietro i tentativi di progresso che si cerca di fare in ambito di empowerment femminile. Si ha la possibilità di dimostrare tanto quando ci sono eventi del genere ed invece si riesce sempre a dimostrare quanto si può cadere in basso!

Noi donne ci troviamo di fronte ad uno stato che quando rimaniamo incinte non ci tutela, noi donne ci troviamo di fronte alla paura di rimanere incinte perche’ il nostro datore di lavoro potrebbe licenziarci, noi donne se torniamo a lavoro abbiamo necessità di avere parenti accondiscendenti che ci tengano il nostro piccolo altrimenti… nido ed in piu’ a PAGAMENTO a prezzi oserei dire ALLUCINANTI.

Noi non veniamo tutelate dallo stato. Io come donna non sento che lo stato e’ dalla mia parte. Dobbiamo essere noi le portatrici per prime di un vento nuovo, di un vento che faccia cambiare rotta, di un vento che ci investa di possibilità sotto ogni punto di vista! Mettiamoci noi in moto! Io penso che tutto e’ possibile se noi lo vogliamo!

E se nessuno mi seguira’? Bhe sarò una goccia nel mare ma sarò ben felice in quella mia goccia di aver portato un piccolo cambiamento!

IO CI CREDO! Buon Lunedi!

Baci La rossa

Le giornate tipo

Raggi di luce Buongiorno!

Il secondo articolo di questo blog voglio che sia un pochino una descrizione di me e dei miei disagi, alla fine condividerli ci farà essere piu’ felici!

Sono Monica ho 28 anni, vivo in una ridente cittadina dei castelli romani con i miei genitori. Ebbene si a casa con mamma e papà sono ancora molto coccolata e viziata. (Tranquilli che a breve spiccherò il volo)

Sono fidanzata con il mio Mr. Big come lo chiamava Carrie Bradshaw in sex in the city, ormai da quattro anni e mezzo! Un traguardone super ❤️😍

Con l’ avvento di Instagram anche io mi sono avvicinata a questo mondo e di conseguenza è nato DISAGI DI UNA ROSSA!

Perche’ Rossa? Il mio colore di capelli, nasco come castano chiaro (un grigio topo davvero deludente a parere mio) sperimento di tutto… e arrivo al Rosso (ehi badate bene non quel rosso menopausa E’!)

Spero di riuscire a condividere con Voi molto del mio tempo cosi da riuscire a creare una super grande famiglia.

Mi raccomando rimanete sintonizzate!

Baci! La rossa

Associazione Demetra ❤️🔥❤️

Alcune foto delle loro attività

Nella ricorrenza del nostro 6° compleanno, ci fa piacere condividere la nostra storia, chi siamo e cosa facciamo ogni giorno a sostegno delle donne del nostro territorio.
L’Associazione Demetra nasce il 25 novembre del 2013 come centro di ascolto psicologico ad alta sostenibilità, ossia con contributi per i servizi offerti accessibili a tutti, anche alle famiglie con basso reddito.
Il primo progetto lanciato sul territorio è il “Centro di ascolto per donne in difficoltà e per vittime di violenza, maltrattamenti e abusi” che dal 25 novembre 2016 è stato dedicato alla concittadina Sandra Agostinelli morta nel 2014 per mano dell’ex marito.
Il Centro Donne si offre come uno spazio informale ma professionale di ascolto e aiuto per tutte le donne che attraversano un momento difficile della loro vita: pazienti oncologiche, donne che subiscono lutti importanti, donne in condizioni di povertà ed emarginazione, donne che affrontano gravidanze difficili o neo mamme che devono adattarsi al loro nuovo ruolo, donne alle prese con figli problematici e, soprattutto, donne che vivono situazioni di violenza fisica, psicologica e/o economica da parte del loro compagno. Dall’apertura ad oggi il Centro ha aiutato 142 donne di cui 85 vittime di violenze, oltre a 7 adolescenti di sesso sia femminile che maschile (famiglie violente e/o bullismo) e 5 uomini vittime a loro volta di qualche forma di violenza e di stalking!
Come riconoscere una situazione di violenza domestica e non?
Mentre è più semplice individuare la violenza fisica e sessuale, anche se spesso nelle battaglie processuali perfino questi parametri vengono purtroppo messi in discussione, è più complicato individuare le altre forme di violenze perché si mascherano per manifestazioni “eccessive” di amore. Quando si parla di violenza, il parametro di valutazione è sempre la sofferenza della vittima: che si parli di bullismo, di stalking, di violenza psicologica o della stessa violenza sessuale per individuare la violenza bisogna concentrarsi sulla sofferenza che i comportamenti dell’altro comportano sulla persona.
Infatti se prendere a pugni una persona o violentarla è facilmente individuabile come comportamento violento perché causa delle lesioni, più o meno importanti, sull’altro, umiliarla, deriderla, “segregarla” all’interno delle mura domestiche, isolarla sono ancora reputati dalla maggior parte delle persone comportamenti non propriamente violenti: “si comporta così perché mi ama e mi vuole proteggere”, “la colpa è la mia perché non sono in grado di…”, “Lui non è cattivo, è fatto così… Ha avuto una brutta storia!”, “non voleva ferirti/mi, stava solo scherzando…” sono le frasi che più spesso si sentono riferire quando si parla di autori di violenza sia da parte della vittima che da parte di chi le sta vicino. E spesso la sofferenza della vittima viene interpretata come una sua esagerazione, una sua incapacità di percepire “l’assenza di volontà” da parte dell’autore di ferire la persona.
In realtà la sofferenza psicologica è un fattore strettamente individuale e perpetrare comportamenti che possano causarne in qualcuno è violenza; così come la limitazione della libertà individuale per gelosia o per un sentimento di possesso nei confronti dell’altro: impedire di uscire da sola, non lasciare denaro a disposizione, limitare i contatti con parenti e amici non sono segno di amore folle ma di un sentimento di possesso e di sottomissione quindi di violenza!
Una persona che conosco subisce violenza, che faccio?
E’ importante in questi casi chiedere consigli a chi se ne intende e non agire di propria iniziativa: affrontare direttamente la vittima può comportare un suo allontanamento o, peggio ancora, la condivisione delle vostre osservazioni con il compagno violento che potrebbe aggredire anche voi. L’ideale è quindi rivolgersi ad un centro anti violenza e chiedere consiglio, eventualmente cercare di convincere la conoscente a fare riferimento a questo ma senza essere troppo espliciti, magari dicendo che sarebbe opportuno capire se quei comportamenti sono comportamenti violenti o meno.
Spesso la vittima si rifiuterà di dare ascolto a chi cerca di renderla consapevole dei suoi problemi e questo genera frustrazione in chi vuole aiutarla e la volontà di fare qualcosa a tutti i costi!
Purtroppo però se la persona che subisce violenza non riconosce il problema e non decide di cambiarla, nessuno può farlo al posto suo!!!
Sono una donna vittima di violenza ma ho dei figli minori: me li toglieranno?
Troppo spesso le donne giungono al nostro Centro quando i figli sono prossimi alla maggiore età, questo perché persiste ancora il pregiudizio che i servizi sociali abbiano come unico obiettivo quello di togliere i figli alle famiglie! Assolutamente non è così, compito dei servizi sociali è tutelare il minore verificando che viva in un ambiente adeguato e sostenere il nucleo familiare affinché lo diventi. Nel caso delle donne vittime di violenza, i servizi sociali sono gli unici che possono effettuare gli invii nelle strutture di accoglienza per donne vittime e il loro compito consiste nel verificare la situazione di violenza e poi assistere la donna in tutto il percorso di uscita dal circuito, sostenendola nella ricerca di un alloggio, di un lavoro, sostenendola per il possibile nelle spese, affiancati dai Centri antiviolenza per tutto quanto riguarda l’assistenza psicologica e legale.
Come lavora il Centro donne dell’Associazione Demetra?
L’obiettivo primario che ci prefiggiamo è quello di accogliere le donne e farle sentire a loro agio dando la possibilità, alle vittime di violenza, di accedere inizialmente in forma anonima. Si cerca di lasciare alla donna il tempo per acquisire la fiducia necessaria ad aprirsi e condividere la sua storia con l’operatrice, che presso il nostro centro è rigorosamente una Psicologa regolarmente iscritta all’Albo. Successivamente si cerca di comprendere la reale richiesta dell’utente e di trovare con lei la soluzione migliore, che varia naturalmente di caso in caso.
Alle donne viene offerta la possibilità di avere un supporto psicologico finalizzato alla presa di coscienza del proprio problema e al rafforzamento della persona per affrontare il percorso di uscita, l’opportunità di ricevere assistenza legale con un’avvocatessa iscritta al regime di gratuito patrocinio, la possibilità di essere sostenuta materialmente grazie alla rete di collaborazione con altre associazioni ed Enti del territorio.
Quello che offriamo a tutte le donne che ne sentono la necessità è uno spazio informale ma professionale di accoglienza ed ascolto attivo dove trovare sostegno in momenti difficili della propria vita.

Se ti riconosci in queste parole, se hai anche solo il dubbio e vorresti parlarne con qualcuno, chiamaci: 3318799120 – 3773605704. Troverai un’equipe di psicologhe pronte ad accoglierti ed ascoltarti.
Dott.ssa Orietta Barbaliscia Dott.ssa Debora Mori
Dott.ssa Federica Bensi Dott.ssa Ester Loreto

La Cura ed i Talenti

Ci ritroviamo dopo la pausa estiva, a riprendere da dove ci eravamo lasciate, al tema delle passioni da coltivare e trasformare in opportunità per noi stesse, opportunità di esprimere la nostra vera essenza e di raggiungere la nostra personale pienezza.
Nel mio articolo precedente vi ho parlato di come passione e cura siano due parole per me molto care e che porto sempre nella mia “valigia” di donna e di professionista. La parola cura, nella sua forma più antica, in latino, esprimeva l’atteggiamento di premura e preoccupazione nei confronti di una persona amata o di un oggetto di valore.
Appartiene a molte di noi questa tendenza a “curare” nel senso ampio che la lingua latina descrive, secondo la sociologa Chiara Saraceno, uno dei terreni su cui si misura, con più evidenza, la differenziazione tra uomini e donne resta quello della cura. Le donne da secoli sono e vengono reputate le maggiori esperte del prendersi cura: non solo ci prendiamo cura di familiari, amici e conoscenti, spesso scegliamo dei mestieri e delle professioni basate, essenzialmente sulle funzioni di cura.
“Dopo aver intercettato ciò che ci piace è importante avere pazienza e cura”, dice ancora Filomena, ma come mai, capita di frequente, che l’operazione di prenderci cura di noi (non solo della nostra persona), di ciò che ci permetterebbe di autorealizzarci attraverso l’espressione dei nostri talenti viene messa in secondo piano? Sembra che proprio non riusciamo a dedicare il tempo, lo spazio e le energie sufficienti a mettere al centro noi stesse, c’è sempre qualcuno o qualcosa che richiama o reclama la nostra attenzione, nei casi migliori lo spazio che dedichiamo a ciò che ci piace fare è ridotto al minimo.
Nel mio lavoro mi capita molto spesso di incontrare delle donne che chiedono di essere accompagnate nella ricerca della loro vera natura, desiderano incontrare la loro parte essenziale quella che capita di smarrire e così, inevitabilmente, mi ritrovo a pensare a quanto tempo, io stessa, ho dedicato alla ricerca di questa aspetto di me e quanto faticoso sia stato prima trovarlo e poi continuare a nutrirlo. Ho anche scoperto, nel tempo, come questa parte sostanziale di ognuno sia inevitabilmente connessa ai talenti personali. Pressoché quotidianamente continuo a confrontarmi con i talenti che le donne celano nel proprio interno e la loro fatica più grande è quella di riconoscerli come propri.
Talento e cura vanno a braccetto, non solo il talento, per potersi esprimere pienamente, ha bisogno di cura amorevole, ma il talento delle donne è indissolubilmente legato alla cura, o meglio all’abilità intima alla natura femminile del prendersi cura. Quando questo binomio trova la possibilità di esprimersi, finisce per dare forma a progetti originali ed intensi, che parlano un linguaggio squisitamente femminile.
Eppure molte di noi stentano a trovare la strada che porta alla realizzazione ed a percorrerla fino in fondo; probabilmente due aspetti sono coinvolti in questo difficile percorso: da un lato siamo ostacolate dal fatto che non crediamo abbastanza in noi e nelle nostre capacità ed anche dall’ abitudine antica, a cercare l’approvazione all’esterno piuttosto che giudicare noi stesse ciò che può o non può andar bene per ognuna. Dall’altro lato può non essere semplice sopportare il peso del talento, ancora una volta ci viene in aiuto conoscere il significato di questa parola che in origine indicava qualcosa di materiale, la stessa radice, si ritrova in parole il cui significato si rifà a sopportare un carico gravoso.
In effetti, la realizzazione di noi stesse può anche intimorirci, dietro un fallimento o dietro la decisione di non mettersi in gioco per raggiungere un obiettivo importante, si può nascondere la paura di avere successo più che di fallire.
Magari, nel profondo, pensiamo di non meritare il riconoscimento che pure desideriamo.

    

La scuola che inizia

Ciao! E’ iniziato un nuovo mese, Settembre, che porta sempre nuovi inizi…il ritorno a lavoro dopo le chiusure estive, l’inizio di un nuovo anno scolastico, periodo di esami per gli universitari prima di un nuovo anno accademico. Per me l’inizio dell’anno é sempre stato segnato dal mese di Settembre, piuttosto che Gennaio. Settembre é il mese dei buoni propositi, della ricarica dopo le vacanze estive, dei nuovi progetti, della voglia di cambiare le cose e avventurarsi in nuovi viaggi…
Quest’anno rivivo l’attesa dell’inizio della scuola con mio figlio che inizierà tra qualche giorno la scuola d’infanzia. Ricordo bene l’ansia del ritorno a scuola, ma anche l’entusiasmo per le nuove conoscenze, nuove esperienze, la scelta del materia.e scolastico.Per questo ho deciso di incentrare questo articolo proprio sull’inizio della scuola e sui libri Usborne che trattano questo tema. Perché sì, Usborne pensa anche a questo! 

Iniziamo proprio con un libro sulle prime esperienze, Going To School.
Questo piccolo libricino fa parte della serie Usborne First experiences e, come gli altri libri della serie, guida il bambino alla scoperta di nuove situazioni e nuove sensazioni nell’affrontare qualcosa per la prima volta, attraverso illustrazioni e storie della famiglia Peach. In questo caso si affronta per la prima volta l’inizio della scuola, ma ci sono anche altri libri sulla prima volta dal dentista, in aereo, ecc… I libri di questa serie sono adatti anche a bimbi dai 3 anni. Le illustrazioni sono molto colorate e simpatiche. Inoltre, in ogni pagina si trova la “ little yellow duck” di Usborne, da cercare insieme.

Un altro libro sul tema é My First Book About School, un libro indicato per bambini che iniziano la scuola elementare e che stanno imparando anche l’inglese a scuola. Questo libro presenta oltre 300 termini riguardo la scuola ed é strutturato su come si svolge una giornata scolastica : da quando si esce per andare a scuola, alle lezioni di matematica e arte, al tempo che si svolge all’aperto. Un libro perfetto per un bambino che inizia la scuola per la prima volta.

Per bambini un po’ più grandi, dai 7 anni, c’è un libro molto completo su tutto ciò che bisogna sapere prima di iniziare la scuola: All the words you need to know before you start school.
Questo libro tratta varie tematiche, da come andare a scuola, alla giornata scolastica e come si svolge, alle parole che bisogna sapere prima di iniziare la scuola ( stagioni, animali, ecc…), alle relazioni con gli altri e alle sensazioni che si provano.
Un libro molto utile, perché pieno di parole da imparare e di tematiche importanti per l’attività scolastica.

Ci sono anche altri libri Usborne, che possono essere utili per la scuola, ma, se volete saperne di più, potete visitare il mio sito o i miei canali social!
Intanto auguro un buon anno scolastico a tutti i bambini e agli studenti che iniziano la scuola in questo periodo! Non smettete mai di avere nuovi interessi, nuove passioni, di conoscere cose nuove.
Noi ci ritroviamo la prossima settimana con tante nuove proposte!
A presto!

Ramona TarquiniIndependent Usborne Organiser Mail: Ramona.tarquini83@gmail.comhttps://org.usbornebooksathome.co.uk/Ramona_Tarquini/https://www.facebook.com/ramonatarquiniusborne/Instagram: ramona_booksforchildren

Le donne dalla giusta parte

Io credo in quello che le esperienze che viviamo ci fanno provare e nei percorsi che la vita ci spinge ad intraprendere.

Mi stupisco davvero molto di dove gli altri vedono il nulla io a volte mi trovo a vedere il futuro che mi sto costruendo in questo ambito che è il disagio.

Il mio futuro? È secondo me al servizio delle donne.

Una frase che secondo me smuove le masse?

La vita è di chi spinge. – Veronica Benini –

Qui sento donna, sento potere, amore per ciò che si è e per quello che si deve essere.

Io sono una di quelle che fino a poco tempo fa non aveva mai pensato a quanto potere abbiamo e quanto ne possiamo smuovere. Ve ne potrei parlare di ore. Ore dove condividerei tutto quello che merita di essere condiviso soprattutto I rapporti che ho stretto.

Buona giornata disagiata ❤️😜😎

I sogni dell’ anima e la sua Recensione


“Attraverso i sogni noi mettiamo a nudo le nostre aspirazioni e le nostre paure, le angosce che ci opprimono. Raccontarle quindi è un modo come demonizzarle vivendole sotto questa forma. Raccontarle per capirne i significati che ci vengono suggeriti.”
È quanto ci insegna Massimo Pescara mentre ci introduce I sogni dell’anima, raccolta poetica auto-pubblicata. Una raccolta di pensieri, emozioni, eventi, sogni, la maggior parte dei quali dedicata a Clementina, sua musa ispiratrice: come un novello Dante, l’autore imprime su carta tutto il suo amore per questa moderna Beatrice e ce lo trasmette, incantandoci ad ogni verso tra i molteplici sviluppi del loro legame. Appassionante e scorrevole, in grado di toccare nel profondo. Ogni parola è un pezzetto dell’autore che non teme di sottoporre al giudizio di tutti coloro che si faranno avanti… e non ci sarà nulla da temere.
Questa raccolta di poesie nasce da una esegenza ben precisa ,quella di fare chiarezza nel mio “io” la necessità di mettere a nudo i miei sentimenti,la volontà di mettere e di mettersi in gioco ,
senza paure e timori.La voglia di riscoprire ancora di avere e provare delle emozioni. Riscoprire di essere in grado di amare di gioire e soffrire e che tutto non è perduto anche se poteva apparire così.L’amore con la A maiuscola come fattore scatenante per un viaggio che ancora è lontano dal terminare.
I sogni come specchio dell’anima,la poesia come mezzo per comunicare .
Tutti noi abbiamo dei sogni nascosti nei meandri più intimi della nostra anima e che stentano ad emergere e lo ripeto all’infinito ,quasi come un mantra ossessivo.
“Non smettere mai di sognare fino a quando avrai un sogno da rincorrere avrai una vita da vivere”.

Il messaggio che mi sta a cuore è il sogno realtà. Un sogno che prende vita nella nostra anima e che si materializza.
L’amore a 360 gradi è il filo conduttore il traino di tutti i giorni in questo attuale mondo in isolamento,esaltare i rapporti interpersonali reali e non virtuali.
È un settore molto particolare di difficilissimo inserimento da parte delle ormai tante”voci nuove” che tentano di affacciarsi e parafrasando la nota canzone “uno su mille ce la fa”.
La difficoltà sta nel dimostrare al mondo dell’editoria di essere in grado di produrre un lavoro di qualità sufficentemente valido da attirare l’attenzione del lettore di massa la cui massa però è in diminuzione .
Pochi oggi leggono,pochi oggi entrano in una libreria per assaporare un buon libro ,per fare questo occorre volersi bene e prendere il proprio tempo ma pare che il sistema web prevalga e la velocità di acquisire cultura in pillole mediatiche vada per la maggiore.
Leggere le mie poesie fa bene all’anima e al cuore.Un libro che ti coccola quando senti il bisogno di tenerezze .Un libro di automedicazione per la tua anima che sembrati dire:
Ferma tutto prendi un attimo per te.
Un nuovo romanzo è in valutazione in casa editrice e spero che venga pubblicato nella primavera del 2020.
Nel frattempo sono inpegnato con alcune date di presentazioni e eventi culturali dove proporrò il mio lavoro a chiunque lo ritenga meritevole di apprezzamento.
Ma il viaggio dell’anima continuerà con una nuova raccolta di prossima edizione.
Emozioni.
Il libro merita 4stelle su 5.

“L’ amore è la cosa più pura e più grande che abbiamo ” donne che scrivono

Un blog tour di una di noi.


1)Chi sei?
Mi chiamo Roberta Caradonna e sono una scrittrice. Ho lavorato per 25 anni in una fabbrica, e
quando ho perso il lavoro a causa della crisi, anche al grande supporto di mio marito Ivano, ho
deciso di dare voce alla mia più grande passione, la scrittura. Ho preso coraggio e ho pubblicato
il mio primo romanzo.
2) Quando ti avvicini al Mondo della scrittura?
Io quando tornavo a casa dopo una giornata di lavoro, prendevo il mio Bloch Notes e scrivevo. In
quel momento ero in pace con le stessa , e tutto aveva un senso . La scrittura riesce a regalarmi
tante cose, e con lei , io riesco ad esprimermi al meglio .
3) Cosa hai scritto ?
Ho scritto due romanzi “ l’amore non ha pregiudizio “ e “ verso una nuova vita “, in più ho
partecipato a diverse Antologie con i miei racconti.
4) Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si trovano fra le mani il tuo scritto?
Spero di regalare loro tante emozioni, e vorrei fare capire alle persone che l’amore non ha sesso
, ne razza e ne età . Abbiamo tutti gli stessi diritti e l’amore è la cosa più pura e grande che
abbiamo, e non va precluso a nessuno.
5) Dove possono trovarti?
I miei libri si possono trovare sia cartaceo che e-book, nello store della YUCANPRINT e in tutti gli
store online. Io ho una pagina Facebook che si chiama “ Roberta Caradonna scrittrice “ , sono su
Instagram, su tweeter, ho un canale Youtube, e sono si linkedin. Insomma potrete trovarmi
ovunque .
6) Quali sono i tuoi progetti futuri?
Attualmente sto terminando il mio terzo romanzo, che ha come protagonista un Gigolò, e ho già
in mente la trama per il quarto . Ho capito che il mio destino è scrivere e non voglio più fermarmi