Corona Virus questo e quello, come un virus ci sta cambiando la vita!

1.Che cos’è un Coronavirus?

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

La prima segnalazione attribuibile al nuovo virus è avvenuta il 31 dicembre 2019, ma già l’8 dicembre sono comparsi i primi pazienti con malattia sintomatica.


Il 1º gennaio 2020 le autorità hanno disposto la chiusura del mercato e l’isolamento di coloro che presentavano segni e sintomi dell’infezione.
Il primo decesso confermato risale al 9 gennaio 2020. Al 28 gennaio 2020 si registravano più di 4 600 casi di contagio confermati in molti paesi del mondo e 106 decessi mentre il 15 febbraio tali dati erano già saliti a 49 053 casi e 1 381 decessi. A partire dal 23 gennaio 2020, Wuhan è stata messa in quarantena con la sospensione di tutti i trasporti pubblici in entrata e in uscita dalla città, misure che il giorno seguente sono state estese alle città limitrofe di Huanggang, Ezhou, Chibi, Jingzhou e Zhijiang.

La pandemia di COVID-19 del 2020 in Italia ha avuto le sue manifestazioni epidemiche iniziali il 30 gennaio, quando due turisti provenienti dalla Cina sono risultati positivi per il virus SARS-CoV-2 a Roma. Un focolaio di infezioni di COVID-19 è stato successivamente rilevato a partire da 16 casi confermati in Lombardia il 21 febbraio, aumentati a 60 il giorno successivo con i primi decessi segnalati negli stessi giorni.

Ebbene dopo aver ripercorso i tratti iniziali di questo virus che ci sta facendo ripercorrere periodi simili a quelli della guerra sono qui, a riniziare a condividere con voi dopo questo periodo di stop.

io che cerco di mantenere la calma

In questi giorni si leggono articoli e si vedono cose inumane, Instagram si sta trasformando nel mondo delle dirette. Troviamo dirette a tutte le ore del giorno e della notte. Ma voi sapete cosa è la noia?

Cioè dai non è possibile che un umano riesca a essere interessato a tutte queste dirette e riesca a trarne un reale vantaggio. La noia da che mondo e mondo ragazzi è costruttiva! Non siate intimoriti dalla noia, accoglietela e cercate qualcosa da fare di magari nuovo che non avete mai fatto.

Ebbene quindi accoglietela, fate che vi assalga cosi da poter poi magari diventare i nuovi Mark del prossimo millennio

un immagine di mentre ideo per voi nuove cose

Ora vi lascio alla noia.

Ci sentiamo presto! Vi abbraccio da lontano!

Larossadigitale

Julia Elle #larossadigitalechelegge

QUALUNQUE COSA TI FACCIA SORRIDERE & DISPERATA E FELICE

Julia, Chris, Chloe e la mamma di Julia

Julia Elle, per chi la segue su Instagram @diseperatamentemamma e per chi non la segue cole che ha scritto questo libro che secondo me potrebbe essere definito un manuale di sopravvivenza.

Spesso non si immagina quanto il mondo possa essere disperato e felice.

Julia la seguo sui social e fino a poco tempo fa non avevo ancora letto i suoi libri, si perchè ne ha fatti due e io li ho letti due in due giorni. Julia, una ragazza che voleva sfondare nel mondo della musica, che voleva arrivare dove voleva essere anche quando da giovanissima ha deciso di andare via di casa.

Julia, Baby Polpetta e Baby Banana

Nel suo cammino incontra Paolo, l’ uomo che secondo lei sarà l’ uomo della sua vita. Di Paolo se ne innamora e poco tempo dopo sono in attesa di Chloe, un piccolo scricciolo biondo. Colei che la catapulta nel pieno del mondo di pappe, bambini, pannolini e specialisti, si perchè Julia come ogni neo genitore come molto spesso capita anche in italia, capita di prenotare magari proprio una prima ecografia perchè si è incinta e il primo appuntamento utile viene dato quando il nascituro compirà il 30° compleanno.

Dopo Chloe arriva Chris, sempre avuto da Paolo.

Da qualche tempo, anche lei lo narra nel suo secondo libro, nella loro vita è entrato Bill. Julia dopo aver lasciato Paolo non ha più avuto un compagno, si stava bastando sa sola.

Uno dei loro momenti

Cantante, attrice, ideatrice della web series “Disperatamente Mamma”.

VOTO DEI LIBRI: 9+ (narrazione scorrevole, piena di dettagli e consigli sottili per sopravvivere a tutti i disagi simpatici che creano due baby terremoti)

PER CHI E’: per tutti, una lettura non troppo pesante ma che racconta con estrema chiarezza cosa accade quando due genitori si separano e come sia presente una sana CONDIVISIONE, non sempre un comportamento che è presente in questi casi.

“25 Grammi di Felicità”

Una storia di scoperta e amore per se stessi

Una storia che racconta dove l’ uomo e gli animali iniziano una perfetta relazione. Che li porterà al compimento di un progetto.

Massimo e Ninna sono loro i protagonisti di questa storia che ci farà capire quanto gli animali possano impattare nella nostra vita. Massimo è un veterinario di bovini e Ninna (nome che darà proprio Massimo alla nostra protagonista) una riccetta. Il cucciolo ha pochi giorni, è tutto rosa, e ha sul dorso una corona di aculei bianchi e morbidi, un po’ scomposti. Pesa solo 25 grammi e pigola piano: ha fame, o freddo, o forse si sente solo. E cosi Massimo che ha attorno a lui un muro di abitudini ed apatia permette a Ninna di scalfirlo.

Non ho voglia di comprare un riccio ma di questo libro me ne hanno parlato in molti e quindi ho dovuto per forza scoprire quale fosse la storia che si racchiudeva al suo interno.

Amore ed egoismo, due sentimenti che spesso contrastano ma in questa storia hanno due ruoli fondamentali secondo me. Massimo alla fine del libro è una persona nuova secondo me, migliorato da tutto quello che gli è accaduto, e bhe Ninna lei dovete leggere il libro per sapere la sua storia non posso raccontare tutto.

Baci e buon Martedi

La Rossa digitale

Un super Spettacolo!

Siamo gente semplice ma unica.

Il freak show è #autenticità. Una macchina spettacolo. Hip hop, danza moderna, danza gioco… Si esibiranno anche le mamme con le figlie. In un atmosfera Circense.

gemellesiamesi #magia #nani #donnabarbuta

➡ Circo 🤹‍♂ Freak
I nostri allievi sono pronti per farvi vivere insieme agli insegnanti i sacrifici di questo anno sportivo.

Per la @blueteamclub i difetti sono particolarità da proteggere.
✔ 22 GIUGNO 2019
🎭 TEATRO EUROPA APRILIA Teatro Europa Aprilia
ORE 20.30 🎟 FREE

➡ Instagram stories
⛬ Silvymammarella ⛬ Blueteam

Cosa è il network Marketing e come ha cambiato la vita di Mirko!

Il mio messaggio per voi e’ vedere come si può e come si riesce a cambiare vita.

Mirko e’ uno di questi esempi.

Sono MIRKO ACETO, ho 31 anni e vivo a torino. Fino a qualche anno fa non avrei mai immaginato di poter vivere una tale esperienza con il Network Marketing, ma oggi sono FELICE GRATIFICATO E SODDISFATTO.

La mia storia inizia nel dicembre 2008 quanto lavoravo presso una cooperativa all’interno della fabbrica FIAT a torino. Avevo uno stipendio medio di quasi 1000€, con un cartellino da timbrare alle ore 6 del mattino, ed ero il 21 enne più felice del mondo. sai perché?

Perché rispetto a molti ragazzi della mia età che non lavoravano io potevo finalmente iniziare a realizzare i miei progetti, auto ,viaggi , vestiti ecc…

Finché un bel giorno tutto cambiò, IN POSITIVO OVVIAMENTE, perché un capo reparto mi iniziò a domandare : MIRKO , SEI FELICE DI QUESTO LAVORO? COME LA VEDI LA TUA VITA QUI DENTRO NEI PROSSIMI 30 ANNI, SEMPRE SPERANDO CHE IL CONTRATTO VENGA SEMPRE RINNOVATO NONOSTANTE I TUOI SACRIFICI ? PENSI DI POTER REALIZZARE LA TUA VITA, I TUOI SOGNI , I TUOI PROGETTI CON QUESTO LAVORO?

Fu davvero una cosa pazzesca , quasi da brividi, e sudare freddo, ma vi dirò che questo mi permise di guardare oltre , perché quello che iniziò ad apparire ai miei occhi non era esattamente quello che stavo vivendo in quel momento. Ho iniziato a vedere i miei colleghi, persone che erano li da più tempo di me, che non erano così felici al mattino, non erano gratificati per quello che facevano, non avevano prospettive per realizzare i propri sogni, potevano SOLO CONTINUARE A LAVORARE , PER PAGARE LE BOLLETTE E SPERARE CHE UN GIORNO QUALCOSA, QUALCUNO, CHISSA’ , AVREBBE CAMBIATO IL LORO DESTINO.

Ma sappiamo bene tutti che non è così.

E quindi tornai dal capo reparto e iniziai a capire un pò meglio cosa fosse il NETWORK MARKETING, perché farlo? con quali prospettive ?

Premetto che non avevo mai sentito parlare di tutto ciò, non avevo esperienza, non avevo idea di cosa fosse, e probabilmente un pò mi spaventava come qualsiasi cosa nuova che ci si presenta nella VITA.

Ma quando iniziò a parlarmi di persone , che dedicando tempo, impegnandosi a fondo, sono riuscite a ribaltare la loro vita, realizzando i propri sogni, accumulando soldi da questo sistema, per poi avere tempo di qualità da dedicare ai propri cari, ho pensato:
SE FOSSE LA COSA PIU’ IMPORTANTE DELLA MIA VITA ?

Un pò come i nostri nonni che vivevano con il SOGNO AMERICANO , ecco questo è stato per me il primo approccio con il network marketing. IL SOGNO AMERICANO

PARTIRE DA ZERO SOLDI , MA CON TANTA VOGLIA DI RIUSCIRE.

Ho partecipato al primo Meeting, ho ascoltato , sono tornato a casa e non riuscivo nemmeno a dormire per l’entusiasmo di poter iniziare a sviluppare un PROGETTO TUTTO MIO COSI GRANDE.

Non è stato facile, ho seguito il mio sponsor, l’ho copiato, l’ho ascoltato, l’ho osservato e alla fine sono partito con la VOGLIA DI UN LEONE per conquistare il mio successo.

Nel 2011 avevo 400 persone di gruppo , guadagnavo tre volte quello che il mio lavoro in fiat poteva darmi con 8 ore di lavoro al giorno, ma con la differenza di dedicare solo i ritagli di tempo al NETWORK MARKETING.
Mi svegliai una mattina, erano le ore 4.35 e pensai : MA SE DEDICASSI PIU’ TEMPO AL MIO PROGETTO , FORSE POTREI RADDOPPIARE O TRIPLICARE IL RISULTATO, AL POSTO DI SPENDERE 8 ORE AL GIORNO PER 1/3 DEL RISULTATO.

Quella mattina andai a lavoro ,e a fine turno diedi le mie dimissioni.

Oggi vivo di Network Marketing, ho conosciuto migliaia di persone in questi anni, ho condiviso con molti di loro TANTO VALORE , e questo a permesso ad ognuno di noi di migliorare, perché l’esperienza è ciò che può arricchire la nostra anima.
Ho viaggiato tantissimo, e tutt’ora la mia valigia è sempre pronta, in qualsiasi momento potrebbe arrivare il desiderio di partire è questo mi da un senso di LIBERTA’ che non si può spiegare.
Ho creato il mio team, offrendo a molti di loro l’opportunità di imparare dal percorso già fatto, evitando errori, e conoscendo in anticipo le soluzioni a quello che verrà e tutto ciò mi ha permesso di avere professionisti nel mio team , che come me vivono di questa splendida realtà e godono di libertà ECONOMICA e di TEMPO.

Nulla è stato facile , e nulla lo sarà mai, ma quello che posso dirti è che ne è valsa davvero la pena.

Se lo vuoi davvero trovi un modo, altrimenti trovi una scusa! Simone Tessadori!

Ebbene si ragazze oggi voglio presentarvi un ragazzo che ha tutta la mia ammirazione, si sta costruendo ciò che sognava passo passo mostrandosi anche sui social nella vita di tutti i giorni. Mostrandosi anche con qualche cliente e spiegando il suo Made in Italy. Andate a seguirlo sul suo profilo Instagram !

·         Ti faccio un affermazione che potresti ricevere, o magari hai ricevuto già.” Io vorrei comprare made in Italy ma ha un costo troppo elevato”. Come rispondi o comunque come fai capire che il made in Italy e’ importante? 

-Ti rispondo con un affermazione che resta sempre un mio caposaldo : se lo vuoi davvero trovi un modo, altrimenti trovi una scusa. Credo racchiuda tutto ciò che penso. Il problema tantissime volte non sono le possibilità economiche quanto il desiderio di avere centinaia di capi nell’armadio e il non saper pianificare le spese. Provengo da una famiglia normalissima, ma anche da adolescente ho sempre preferito avere pochi capi nell’armadio ma che fossero qualità, che mi facessero sentire a mio agio. Non ti nascondo che ad oggi ho ancora dei capi che indosso di quel periodo.

·         Le tue collezioni:

Giardino di Boboli FW 2018-2019

Il Ballo del Doge SS 2018

Parfait d’Amour FW 2017-2018

Quanto ci metti a realizzarla, o meglio come nasce? 

-Ogni collezione è a se, ma diciamo che più si va avanti e più il processo creativo diventa snello poiché la brand identity si è già abbastanza segnata. All’incirca però ci vogliono almeno dai 2 ai 4 mesi per riuscire a creare una collezione come si deve.

·         Avresti pensato agli inizi, nel 2016, di arrivare dove sei ora?

– Diciamo che avevo una visione di me proiettata in un mondo super luccicante e perfetto, ma mai avrei immaginato di riuscire a sviluppare il senso di maturità e l’approccio al lavoro che oggi posseggo. Ma è il bello della vita, no?

·         Chi ti piacerebbe vestire con uno dei tuoi abiti?

– Se intendi una diva, adoro tantissimo Blake Lively. La trovo, oltre alla sua disarmante bellezza, di una semplicità e di una dolcezza infinita. Oltre ad essere anche un’ottima attrice. Questo è il mio genere di donna che devo dire comunque ho già la fortuna di vestire. Tutte le mie clienti sono donne colte, intelligenti e che sanno bene qual’è il loro ruolo nel mondo.

·         Come ti vedi tra 5 anni?

– Alla conquista del completo globo terraqueo? XD

·         La tua linea guida come anche hai detto tu stesso è fare in modo di sradicare alcuni preconcetti che noi donne ci facciamo magari su un abito o uno specifico colore. Come ci riesci? avviene tutto nel tuo Atelier?

– Diciamo che nel mio Atelier avviene la magia poiché riesco ad avere un riscontro diretto con chi ho di fronte, ma cerco di fare la stessa cosa anche attraverso il web. Nonostante la moda sia un’argomento di cui tutti parlano, sono pochissime le persone che davvero la conoscono e soprattutto che la padroneggiano.

·         Il tuo Atelier si trova a Brescia, ti è mai capitato di pensare di volerti spostare in un’altra città? Se si quale e perché’? 

-Sicuramente un domani mi vedo con monomarca in tutto il mondo, ma tutto è nato qui e per ora mi sento ancora legato a questo luogo, ma come dicevamo prima la vita è imprevedibile, quindi chissà 😉

Mamme e Bambini- Casa editrice Usborne-

Ciao, sono Ramona, mamma  di un bimbo di 3 anni di nome Andrea. Sono sempre stata appassionata di libri e il mio sogno nel cassetto é sempre stato gestire una libreria in cui dare consigli di lettura. Sarò contro corrente ma mi piace sfogliare un libro, sentirne il profumo, osservare le immagini. Ho iniziato a trasmettere questa passione al mio piccolo Andrea, che ha iniziato prestissimo a maneggiare libri per la sua età: tattili, colorati, sonori.

In particolare, ogni volta che andiamo in libreria rimane sempre estasiato dai libri di una casa editrice, la Usborne. E come dargli torto? Sono libri colorati, illustrati, da toccare. La Usborne é una casa editrice del Regno Unito indipendente, che pubblica  libri per bambini di ogni età. Qualche settimana fa su Facebook mi imbatto in un annuncio di lavoro e compare di nuovo quel nome, Usborne. Si cercano collaboratori per far conoscere i libri in inglese, libri per bambini dai 6 mesi all’adolescenza per aiutarli all’apprendimento della lingua inglese.

Oggi sappiamo che è molto importante conoscere bene l’inglese e spesso si inizia già dalla scuola dell’infanzia proprio perché i bambini apprendono molto in questa fase.

Mi informo e l’idea di svolgere un’attività con i libri e per i bambini mi entusiasma moltissimo da subito. Senza pensarci troppo, decido di intraprendere l’attività di Independent Usborne Organizer e quindi di occuparmi di consigliare i libri più adatti ai bambini in base alla loro età, organizzando anche eventi per loro ( letture animate, laboratori di pittura, giochi in inglese e tanto altro) presso associazioni, ludoteche, asili, scuole. Un’attività che mi riporta in poco tempo a quello che ho sempre desiderato. Sono molto felice, mi sento attiva e riesco a gestire il mio tempo per il lavoro e per la mia famiglia. Questa attività mi permette di conoscere nuove persone, organizzare eventi e stare a contatto con i bambini e il loro magico mondo.

E anche mio figlio é felice di avere tanti libri a casa per poter imparare cose nuove!

Da quando é arrivato il libro Peep inside the sea lo trovo spesso immerso nel mondo marino!😄

Un libro piccolo, cartonato, ma molto colorato e con illustrazioni che sembrano animare ogni pagina. Il libro non vuole raccontare una storia, ma far vivere una nuova esperienza, attraverso tante alette da sollevare e scoprire insieme, davanti agli occhi incuriositi del bambino.

Le illustrazioni degli animali marini sono bellissime e colorate; sembra proprio di fare un viaggio nei fondali marini.

Leggendo recensioni di questo tipo di libri, ho scoperto che il meccanismo che regola l’uso delle alette é la sorpresa . Per i bambini piccoli é importante sapere che il distacco dalla madre é seguito dal suo ritorno e questa é un’importante fase di crescita. L’uso delle alette, con “ il vedo, non vedo”, in qualche modo ricrea questo distacco seguito da un ritorno e questo è uno dei motivi per cui questo tipo di libri coinvolge i bimbi anche piccoli.

Vedere gli occhi di mio figlio illuminati dalla meraviglia nel vedere le illustrazioni mi rende felice e mi fa tornare bambina insieme a lui.

Vi ho incuriosito un pò sui libri Usborne?! Ci sono tanti altri libri da scoprire per accompagnare i vostri bambini nell’apprendimento della lingua inglese!

Seguitemi sui miei profili Fb e Instagram per essere aggiornati sulle novità e sugli eventi che organizzo:

https://www.facebook.com/ramonatarquiniusborne/

E se qualcuno fosse incuriosito ad intraprendere questa attività, sono a disposizione per ogni domanda.

Disagi a ruota libera #6

Non so, quelle giornate dove noi donne abbiamo il ciclo vengono nella maggiorparte dei casi scandite da insani momenti di DISAGIO.

Si quei momenti in cui l’ ira di un battaglione di zanzare si concentra in noi, e le lacrime di tutta la terra sembrano approdate e legate a noi. E già a noi donne la sindrome premestruale riesce a renderci delle bombe ad orologeria pronte ad esplodere qualsiasi sia il bisogno.

Per ovviare a questo vorrei parlare di qualche rimedio che io uso personalmente per ovviare a questi picchi di disagio che mi attanagliano.

Partiamo dal presupposto che una persona che vi consiglio di seguire su Instagram, per conoscervi meglio e per capire molte piu’ cose e’ VIOLETABENINI o come si definisce lei una DIVULVATRICE. Pronta ad illustrare e a farci capire quanto sia importante il nostro benessere e il nostro essere donne e mostrarci per quelle che siamo.

Io quando sono nei miei giorni di ciclo

  • Mangio:Non mi privo di un pezzetto di cioccolata o di una porzione di patatine in piu’ se in quel momento il mio corpo mi chiede quello. So che sicuramente ci saranno persone che non sono della mia stessa opinione, ma perche’ rinunciare e magari rimanere con quel pensiero per un intera giornata?
  • Passeggiata da sola in un parco/prato: se non sto troppo male mi piace passeggiare da sola in un luogo all’ aria aperta dove riesco a sentire la natura introno a me, non so perche’ ma questa cosa mi ha sempre fatto rilassare molto;
  • Quello che mi metto non mi piace quindi, abiti da ciclo!: ebbene si so che le donne sono stupende, in ogni loro forma ma io quando ho il ciclo, sicuramente come tante altre di voi non mi piaccio e di conseguenza mi sono inventata o meglio ho scelto alcuni Outfit che sono per quei giorni cosi da non dovermi impazzire facendo scenate davanti all’ armadio;
  • Mi faccio un regalo: ebbene si non spendo i milioni capiamoci, ma una maglietta, un paio di scarpe, un rossetto, qualsiasi cosa che mi faccia stare bene in quel momento.
  • La Coppetta: ebbene si la coppetta mestruale e’ una di quelle cose che io non abbandono piu’! Sicuramente parecchie di voi la usano o almeno conoscono una persona che la usano. Io vi posso dire che da quattro anni a questa parte non potevo fare scelta migliore perche’, mi allevia molto i dolori, e’ una scelta green! (il costo della coppetta lo si affronta una sola volta). Si riesce a tenere anche sotto controllo il reale flusso del ciclo.

Spero che queste piccole Tips vi abbiano strappato un sorriso e magari abbiate trovato qualcosa di interessante per la vostra esperienza!

Grazie ragazze di tutto il supporto.

Fatemi sapere cosa ne pensate mi raccomando!

Baci La Rossa

The Umbrella Accademy- Netflix Serie-

Buongiorno bella gente!

Di ritorno da tutte queste strambe festività che mi hanno credo bloccato il tempo perche’ giuro io non so che giorno sia oggi.

In questi giorni ho finito di vedere The Umbrella Accademy su Netflix… vi premetto che ci saranno degli spoiler, quindi smettete di leggere!

The Umbrella Academy è un fumetto scritto dal cantante del gruppo musicale statunitense My Chemical Romance, Gerard Way. Prodotto nel 2007 come serie limitata, è edito dalla Dark Horse Comics.

“Il 1º ottobre 89, 43 donne in tutto il mondo partoriscono contemporaneamente, nonostante nessuna di loro mostri alcun segno di gravidanza sino all’inizio del travaglio. Sette di questi bambini vengono adottati dall’eccentrico miliardario Sir Reginald Hargreeves, il quale li addestra attraverso quella che lui chiama “The Umbrella Academy”, formando così una squadra di supereroi. Hargreeves dà ai bambini numeri anziché nomi, ma alla fine vengono conosciuti come Luther (numero 1), Diego (numero 2), Allison (numero 3), Klaus (numero 4), Cinque (numero 5), Ben (numero 6) e Vanya (numero 7).”

Da qui diciamo parte tutto quello che verremo a scoprire di questa stramba famiglia, ognuno dei protagonisti ha una potere che lo porterà ad avere degli inconvenienti che a volte come nel caso di Klaus che per me e’ il fratello che in questa serie secondo me basandomi sull’ inizio dove ci viene mostrato come il piu’ scapestrato, avvolto dal tunnel della droga per evitare il suo potere. Alla fine lo ritroviamo che praticamente quasi salva i suoi fratelli nella puntata finale della serie.

Vanya, sarà lei invece che ci lascerà stupiti per come concluderà questa serie, per le situazioni che smuoverà, per ciò che farà nei confronti di sua sorella, e di come muterà totalmente il suo carattere e il suo essere, spinta anche da un uomo che le si avvicinerà ma che poi lei… UCCIDERA’!

Io sinceramente sono rimasta molto male sul finale, mi aspettavo qualcosa che colpisse di piu’, vi dirò da come era partita in pompa magna mi aspettavo anche qualche colpo di scena in piu’ dove questi protagonisti che secondo me hanno davvero del potenziale potessero mostrarsi al meglio.

Staremo a vedere nella successiva stagione cosa ci mostreranno questi beniamini dei fumetti.

A fine febbraio 2019, la serie è stata rinnovata per una seconda stagione, quindi sicuramente secondo me per fine anno dovremmo averla   🙂

Aspettiamo serene!

Buon giovedi che sa di Lunedi anche a voi!

Ci sentiamo presto 🙂

Nel periodo dove abbiamo solo storie senza fine, ‘Avengers: Endgame’ ci sta insegnando come dire addio!

Ebbene si, la rossa e il suo Mr Big ieri al cinema per questa super extra maratona di 3 ore e qualche minuto. Per la prima volta in un film di Avengers, non ci sono scene extra di medio credito o punzecchiature finali per suggerire ciò che deve ancora venire nella serie. La bellezza di “Endgame” sta nel fatto che è davvero un finale.

Considerate: nel decennio che “Iron Man” ha fatto esplodere il franchise di Avengers nella stratosfera cinematografica, milioni di giovani e adolescenti hanno raggiunto la maggiore età senza mai sperimentare una cultura cinematografica che non ruota attorno al personaggio iconico di Robert Downey Jr. o il coraggioso Capitan America di Chris Evans o la fredda vedova nera di Scarlett Johansson o il misterioso auto-deprecating di Chris Hemsworth o l’affascinate Hulk di Mark Ruffalo. Per i loro antenati, il costante drumbeat dei film di Avengers è stato un caldo bagno di nostalgia, una scommessa affidabile per il loro divertimento in famiglia in quanto hanno cercato un motivo per strapparsi via dai loro televisori a grande schermo. Per i loro figli e nipoti, questo non è solo quello che sembravano i film – questo è quello che erano i film. E parte di quel DNA essenziale era che, anche se si fossero fermati, non erano mai veramente finiti. C’era sempre un’altra puntata dietro la curva.

Potrebbe scioccarli per sapere che non è sempre stato così.

Con la saga di “Avengers” e il “Game of Thrones” (zitti tutti che ancora alla seconda stagione stò)più profondo di quest’anno, i poli chiave della cultura comune dei primi del 21 ° secolo stanno costringendo i loro fan a cimentarsi con idee di chiusura, assenza e perdita interiore che probabilmente lasceranno i loro fan più giovani delusi nel migliore dei casi, sconsolati nel peggiore dei casi. Avremmo potuto scoprire che il modo migliore per controllare era di controllare tutto il tempo, sempre, per sempre – ma nulla è per sempre, come “Endgame” ci ricorda con solennità elegiaca e genuina emozione che sono sicuri di imboscare anche i fan più scettici.

Qualsiasi film basato su un libro di fumetti ha il diritto – anche l’obbligo – di giocare veloce e libero con la mortalità, sia attraverso poteri soprannaturali, viaggi nel tempo o la fisica quantistica dell’estensione del marchio. Proprio come la morte di “Avengers: Infinity War” non poteva essere necessariamente la finale, quindi una sfilza di film e programmi televisivi a venire promettono di sostenere i nostri personaggi più amati o di rianimare i loro compagni caduti. Certo, “Endgame” gioca ai limiti che i fan dell’indeterminazione si aspettano, ma non ha paura di fare qualcosa di molto più importante. Undici anni, 22 film e innumerevoli personaggi in seguito – con poche finalita ‘definitive, almeno una devastante partenza a tutto tondo e senza consolanti avvertimenti per il credito finale – sta facendo il difficile, necessario lavoro di insegnamento di una generazione cresciuta su storie senza fine come dire addio.

 

Disagi a ruota libera #4

Disagiati e disagiate del cuore buon pomeriggio. Ebbene si io faccio pare di quella ristretta cerchia di povera gente che non ha fatto ponte quindi oggi si lavora. Mi sarebbe piaciuto essere in montagna a sorseggiare una bella cioccolata, e invece no incatenata qui.

Dai su però non disperiamo la cosa positiva e’ che oggi malgrado non ci abbia capito molto ma e’ già venerdi! Quindi felici e sorridenti ci dirigiamo già verso il fine settimana.

Forse questo clima strambo dove ieri sembrava agosto e oggi quasi e sottolineo quasi (non si arrabbi chi patteggia per una stagiono o per l’ altra) autunno, io purtroppo sono come i vecchietti amante delle mezze stagioni quindi cari miei sono eternamente senza stagione.

Con questo clima il mio passatempo sono le serie, in questi giorni ne sto macinando svariate, chi di voi ne e’ amatore mi saprà poi dare qualche altro consiglio. The Umbrella Accademy, Il Trono di Sade ma sono solo alla seconda stagione quindi niente spoiler! Stranger Things. Voi ne avete altre che state divorando da consigliare? No Horror please 😛

Instagram Lady # 1

Finalmente eccomi con una nuova intervista dell’ Instagram, oggi vi parlo di una giovane quasi mamma che conosco praticamente da quando ho aperto il mio Instagram e seguo assiduamente. Annarita, de ILSALOTTOBIOSERIALEDIANNARITA. Voglio cercare di farvi capire quanto sia bello il mondo delle Instagram Lady come le chiamo io.

Intanto le faccio un mega ringraziamento, a lei ma anche ai suoi follower e i miei che leggeranno questa intervista.

  • Tra un pochino dovremmo chiamarti mamma Annarita quindi permettimi di iniziare con gli auguri. Partiamo però dal principio. Età?
    -Grazie mille per gli auguri! Guarda neanche a farlo apposta fra 2 giorni compirò i fatidici 30 anni e mai mi sarei aspettata di festeggiarli così, “in compagnia”!
  • Dove vivi? Da sempre?
    -Vivo a Piacenza da 3 anni ma sono nata e cresciuta a Lucca.
  • Studi? Lavori? Che studi hai fatto? -Attualmente non lavoro, ho avuto varie esperienze da stagista sia come parrucchiera che come grafica pubblicitaria (mio titolo di studio fra l’altro).
  • Instagram quando e’ approdato nella tua vita?
    -Instagram è approdato più “seriamente” nella mia vita più di un anno fa con la nascita di questa mia pagina.
  • Pensavi di avere cosi tanto successo?
    -No assolutamente no e infatti ne sono rimasta piacevolmente sorpresa!
  • Dedichi molto tempo alla gestione, alla cura del tuo profilo?
    -Da quando ho creato la pagina dedicavo diverse ore tutti tutti i giorni ma ammetto che dall’inizio della gravidanza ho allentato la presa per motivi di salute ma almeno  un 3 volte al giorno ci accedo per evitare di restare troppo indietro e per non perdere il contatto giornaliero con voi salottine
  • In questa avventura, hai stretto dei rapporti che stai portando avanti anche nella vita reale?
    -Ti dirò proprio ultimamente si, ho stretto un rapporto con una di voi che mi segue fin dagli inizi e giusto la settimana scorsa a Lucca ci siamo incontrate e abbiamo passato una piacevole mattinata fra chiacchere sulla nostra vita (senza mai accennare ad Instagram)e shopping!
  • Sul tuo profilo emerge la tua passione per le serie tv. Sbaglio? Genere preferito? Serie preferita? Personaggio preferito?
    -Non sbagli, il mio profilo nasce proprio per condividere le mie 2 passioni che sono l’eco bio cosmesi e le serie tv (ma anche films e saghe!) per l’appunto! Dunque io guardo veramente un numero spropositato di serie dai più svariati generi ma se dovessi dirti il mio genere preferito direi quello fantascientifico e fantasy! La mia serie preferita? Una di cui ancora devo farvi una recensione, perché è talmente tanta roba che voglio studiarmela bene sul come presentarvela, mi riferisco a Lost. Personaggio preferito? Damon Salvatore della serie di successo The Vampire Diaries, perché dalla prima all’ultima stagione ha avuto un cambiamento evolutivo da bad a good guy che mi ha colpita e commossa molto
  • Sul tuo profilo sono presenti anche molte collaborazioni. Spiega se ti va un pochino a chi non sa cosa sono come funzionano?
    -Dunque ti dirò le prime collaborazioni mi sono state proposte non prima del raggiungimento dei 2000 followers, poi sono fioccate una dopo l’altra, tutte aziende piccole e private all’inizio e poi via via più conosciute e la cosa mi ha regalato soddisfazione.
  • Ne hai mai rifiutate?
    -Ammetto tranquillamente che alcune collaborazioni le ho rifiutate in quanto io per prima non credevo nei loro prodotti e nella loro filosofia; preferisco accettare poche collaborazioni ma valide che accettare di tutto solo per far numero di post. Siccome ci metto la faccia in quello che vi recensisco testando personalmente ogni singolo prodotto ricevuto ci tengo a dirvi la mia sincera opinione se quel tale prodotto è buono o no, sennò se dicessi il falso che figura potrei fare con voi che mi seguite e mi date fiducia?  Questo “gioco” lo faccio fare ad altre, a me non interessa.
  • Haters, in questo momento se ne parla molto. Anche di Cyber bullismo. Tu cosa ne pensi?
    -Beh penso che gli haters e i cyberbulli siano dei leoni da tastiera svogliati ed annoiati dalla loro stessa vita e la trovo una cosa molto triste. Godono sul regalare cattiverie gratuite una cosa che non concepisco e non capirò mai.
  • Te ne sono mai capitati su questo profilo?
    -Fortunatamente no non me ne sono capitati; un paio di diverbi in direct mi sono accaduti ma sull opinione di un determinato prodotto x che a me piaceva e a loro no, ma naturalmente ci sta, non siamo tutte con le stesse caratteristiche fisiche (a livello di pelle e reazioni su di essa).
  • Cosa invece pensi proprio non si debba vedere su Instagram?
    -Io bandirei da Instagram tutto ciò che è immorale, offensivo, violento e volgare visto che ahimé su questo social ci girano moolti e forse troppi minorenni influenzabili ed impressionabili.
  • Hai dei profili che non puoi fare a meno di visitare almeno una volta al giorno?
    -Ti confesso per assurdo non ho un vero profilo preferito da visitare quotidianamente, mi piace girare nell’explora oppure cercare novità su prodotti alimentari senza lattosio!
  • Da qualche mese ci hai reso partecipi della tua gravidanza. Contenta? Emozionata?
    -Direi che sono ubriaca di contentezza per questa mia prima gravidanza, è un emozione nuova e continua mano mano che il tempo passa nonostante gli alti e bassi ma tutto nella norma!
  • Lo mostrerai su Instagram?
    -Penso proprio di si, che almeno uno scatto e delle stories le farò per mostrarvi M.
  • Maschietto giusto? Noi che ti seguiamo sappiamo solo l’ iniziale del nome M. Quando ce lo svelerai?
    -Guarda se tutto va come deve andare al massimo dopo Pasqua vi svelerò il suo nome e credimi non vedo l’ora!
  • Qualcuno lo ha azzeccato?
    -Solo una ragazza lo ha azzeccato, quella che ho incontrato di persona!
  • La piccola Polly come si rapporta con la pancia che cresce? Come pensi si comporterà con M?
    -Polly è come sempre la mia ombra e sul divano si addormenta sempre sotto la mia pancia vicina vicina, ma non sono sicura che avverta M. Io immagino che gli si affezionera’ fin da subito, perché di natura lei è troppo affettuosa (carattere atipico per un chihuahua) e impazzisce sempre quando vede bambini per strada, penso che con M crescendo saranno le comiche insieme, compagni inseparabili.
  • Ho visto che già sono arrivati i primi regali. Cosa di preciso?
    -Altro che il mio compleanno, quest’anno sto ricevendo regali tutti per M! Ho ricevuto una box da Maternatura (che ancora ringrazio!), tutine/body vari e ninnoli (che vi ho mostrato nei giorni scorsi nelle stories man mano che le ricevevo) da parenti e amiche.
  • Tu hai comprato qualcosa?
    -Hai voglia! Abbiamo preso anche noi dei body, cappellini, calzini, prodotti per il primo bagnetto e cambio, ciuccini e prossimamente prenderemo il trio!
  • Quanto impaziente di conoscerlo? Come pensi che sarà?
    -Hai voglia se sono impaziente di conoscerlo, io lo immagino tranquillo e beato dolce come un angioletto, un mix fra la sua mamma e il suo papà!
  • La data del parto?
    -Guarda sulla carta dovrebbe essere il 4 settembre ma mi hanno ridatata e confermata come data presunta del parto il 30 agosto. Io, non so perché ma mi sento che possa nascere anche qualche giorno prima!
  • Un piccolo pensiero, una frase, qualcosa di tuo che vuoi condividere con le persone che mi seguono e ti seguono?
    -Fate sempre ciò che vi piace e che vi fa sentire felici e in pace con voi stesse, non date mai peso al parere degli altri solo cosi vivrete bene! La vita è breve ed è una soltanto e va vissuta al meglio in compagnia delle persone che veramente ci amano e ci apprezzano per quello che siamo realmente, fregatevene degli stereotipi dettati dalla massa, siate sempre voi stesse!

Cosa dire, ci ha raccontato tantissimo di lei e del suo Baby in arrivo. Se avete ancora da chiedere scrivete qui sotto magari potremmo farne un altra di intervista!

Un bacio!

La rossa, La Annarita, e Baby M. 🙂

Piange il mondo…

Le torri gemelle sono state attaccate… era pomeriggio, guardavo i cartoni animati in cucina con Mamma e i miei fratelli il programma viene interrotto ed e’ questo l’ annuncio che ci viene spiattellato.

La Torre Sud (denominata WTC 2) crollò alle 9:59 circa, dopo un incendio di 56 minuti causato dall’impatto del volo United Airlines 175; la Torre Nord (WTC 1) collassò alle 10:28, dopo un incendio di circa 102 minuti.

Ieri, 15 aprile 2019 un’altra incursione similmente dolorosa ci ha colpito.

La Cattedrale di Notre-Dame in fiamme, il principale luogo di culto cattolico parigino che viene avvolta dalle fiamme.

Flames rise from Notre Dame cathedral as it burns in Paris, Monday, April 15, 2019. Massive plumes of yellow brown smoke is filling the air above Notre Dame Cathedral and ash is falling on tourists and others around the island that marks the center of Paris. (ANSA/AP Photo/Thibault Camus) [CopyrightNotice: Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.]

La cattedrale di Parigi, costruita tra il 1163 e il 1250, è stata una delle prime grandi chiese gotiche, venuta immediatamente dopo la ricostruzione del coro della basilica di Saint-Denis da parte dell’abate Sugerio, considerato il “padre” del gotico.

La cattedrale ha pianta a croce latina con transetto poco sporgente, profondo coro

terminante con un’abside semicircolare e cinque navate.

Archi rampanti

La cattedrale parigina si presenta in uno stile non ancora del tutto maturo, ancora con elementi di derivazione romanica, tra cui soprattutto le colonne cilindriche: la sua navata, infatti, non risulta slanciata e luminosa come quella delle cattedrali del gotico maturo, in cui i pilastri polistili permettono la presenza di volte più alte e di grandi vetrate;[107] con l’aggiunta delle cappelle, non presenti nel progetto originario, venne meno l’illuminazione delle navate laterali e quindi si dovettero sostituire le monofore della navata centrale con più grandi bifore.

Nella cappella Assiale Dal 2008 è custodita la reliquia della Corona di spine. Questa venne portata a Parigi nel 1239 da Luigi IX di Francia, il quale, per custodirla, fece costruire la Sainte-Chapelle, dove la reliquia rimase fino alla Rivoluzione francese, quando venne prima depositata presso l’abbazia di Saint-Denis, poi, in seguito al Concordato del 1801, consegnata nel 1804 all’arcidiocesi di Parigi. Il 6 marzo 2009, con una celebrazione presieduta da Fouad Twal, patriarca di Gerusalemme dei Latini, l’ambiente è divenuto cappella capitolare dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, al quale è affidata la reliquia della Corona di Spine, collocata al centro di un anello a sezione circolare in vetro e metallo dorato con pietre preziose,

posto all’interno di una moderna teca in vetro rosso e metallo, disegnata da Jean-Marie Dutilleul e Benoit Ferré e realizzata dell’Atelier Duchemin e da Bruno e Nicole Martin nel 2008, che vuole ricordare il mantello fatto indossare a Gesù durante la sua Passione; essa sostituisce il fastoso reliquiario disegnato da Eugène Viollet-le-Duc e realizzato nel 1862 dall’orafo Placide Poussielgue-Rusand, attualmente nel museo del Tesoro della cattedrale.

Fanno parte del Museo del tesoro anche la punta di uno dei chiodi e dalla pregevole Croce della Principessa Palatina, stauroteca ottocentesca all’interno della quale si trova un frammento della croce di Cristo, donata da Anna Maria di Gonzaga-Nevers nel 1683 all’abbazia di Saint-Germain-des-Prés e facente parte del tesoro della cattedrale dal 1828

Questi ed altri tesori come dichiarato verranno momentaneamente trasferite al Louvre, molti già si sono proposti di supportare l’ opera di rimessa a nuovo alla quale ancora non si riesce a dare una stima precisa.

Volevo condividere anche con voi qualche piccolo cenno di questo grande tesoro, che come già detto rinascerà dalla cenere.

Baci

La rossa

Sorridi che tanto e’ GRATIS!

È raro trovare persone che ti sorridono per strada.

O almeno a me capita così in questo momento. Se si incrocia lo sguardo magari anche di un bambino, e ci si mette a giocare magari poi si fa un sorriso al genitore. Certi musoni! Quelli secondo me saranno quegli adulti tristi che fanno vedere le pubblicità dove non danno magari retta al bambino che lo cerca per fargli vedere qualcosa di carino.

Mi sembra abbastanza brutta come cosa… di questi tempi un sorriso non si dovrebbe negare a nessuno e invece sembra che ci sia una ristrettezza economica anche su quello.

Mi è capitato di andare in altre città europee come Madrid o più vicine a me come a Firenze, bhe vi posso assicurare che il clima non è lo stesso. Ora magari attirerò l’ ira di qualcuno e di questo me ne dispiace ma in questo momento secondo me si sorride davvero poco. Vuoi per distrazione, vuoi per i troppi pensieri che ci attanagliano ma davvero secondo me questo momento è davvero povero di sorrisi!

Fatemi sapere se anche voi pensate la stessa cosa ne sarei davvero curiosa.

Buon martedì a tutti🔝😎

Interviste dell’ Instagram :)

Scarlet Diva e’ lei che si e’ prestata a questa mia super novità del Blog mettendosi davvero in gioco e rispondendo a tutte le domande che le avevo inviato. Make Up artist italiana in super trasferta spero che anche qui sul blog riscuota lo stesso successo che ha avuto su Instagram. Non vi dico altro perch’ voglio lasciarvi a questa super ragazza!!! Buon Sabato!

Baci a tutti

La Rossa

IO NON MI SENTO TUTELATA!

Un fiume di manifestanti, decine di migliaia, ha invaso ieri le strade di Verona dove si chiudeva la tre giorni del XIII congresso mondiale delle famiglie; il corteo organizzato dalla rete ‘non una di meno’ è a difesa dei diritti delle donne e degli omosessuali e contro l’idea di famiglia tradizionale e patriarcale promossa dal congresso.

Del congresso hanno fatto discutere, tra l’altro, un gadget a forma di feto che associa l’aborto all’assassinio e le parole della pro-vita australiana Babette Francis, per cui le donne che non fanno figli “rischiano di più il cancro al seno”.

Non mi piace fare discorsi politici ma qui si tratta di un uso solamente di un organo secondo me essenziale. IL CERVELLO.


Vi voglio riportare qui, di seguito le parole di Matteo Lambertini, oncologo presso l’Ospedale Policlinico San Martino – Università di Genova e autore di molti studi sul ruolo della storia riproduttiva nel carcinoma della mammella. “Esistono e conosciamo dei fattori di rischio o protettivi. Tra questi vi sono l’avere figli e allattarli, ma parliamo di una piccola riduzione del rischio relativo. Avere figli e allattarli non mette al sicuro dal tumore al seno, come non averli e non allattare non significa che si avrà per certo il tumore al seno. Per fare un altro esempio calzante, il fumo è un fattore di rischio ben noto per il tumore del polmone: non ne è la causa, ma di certo ha un peso molto, molto più elevato nei confronti di questa malattia rispetto a quello che ha non avere figli nei confronti del tumore al seno. Se è poi preferibile in generale avere figli in età giovane, rispetto al cancro al seno è un fattore di rischio ancora meno importante”

Partiamo da un semplice fattore, proprio un esempio mio, mia nonna ha avuto il tumore al seno. Ha avuto tre figli e questo non l’ ha protetta dal tumore. (Cosi per dire…)

Secondo me determinati argomenti vanno trattati solamente se uno e’ conscio di ciò che sta dicendo, senza dare sentenze che come in questo caso secondo me hanno messo ancora piu’ indietro i tentativi di progresso che si cerca di fare in ambito di empowerment femminile. Si ha la possibilità di dimostrare tanto quando ci sono eventi del genere ed invece si riesce sempre a dimostrare quanto si può cadere in basso!

Noi donne ci troviamo di fronte ad uno stato che quando rimaniamo incinte non ci tutela, noi donne ci troviamo di fronte alla paura di rimanere incinte perche’ il nostro datore di lavoro potrebbe licenziarci, noi donne se torniamo a lavoro abbiamo necessità di avere parenti accondiscendenti che ci tengano il nostro piccolo altrimenti… nido ed in piu’ a PAGAMENTO a prezzi oserei dire ALLUCINANTI.

Noi non veniamo tutelate dallo stato. Io come donna non sento che lo stato e’ dalla mia parte. Dobbiamo essere noi le portatrici per prime di un vento nuovo, di un vento che faccia cambiare rotta, di un vento che ci investa di possibilità sotto ogni punto di vista! Mettiamoci noi in moto! Io penso che tutto e’ possibile se noi lo vogliamo!

E se nessuno mi seguira’? Bhe sarò una goccia nel mare ma sarò ben felice in quella mia goccia di aver portato un piccolo cambiamento!

IO CI CREDO! Buon Lunedi!

Baci La rossa

Le giornate tipo

Raggi di luce Buongiorno!

Il secondo articolo di questo blog voglio che sia un pochino una descrizione di me e dei miei disagi, alla fine condividerli ci farà essere piu’ felici!

Sono Monica ho 28 anni, vivo in una ridente cittadina dei castelli romani con i miei genitori. Ebbene si a casa con mamma e papà sono ancora molto coccolata e viziata. (Tranquilli che a breve spiccherò il volo)

Sono fidanzata con il mio Mr. Big come lo chiamava Carrie Bradshaw in sex in the city, ormai da quattro anni e mezzo! Un traguardone super ❤️😍

Con l’ avvento di Instagram anche io mi sono avvicinata a questo mondo e di conseguenza è nato DISAGI DI UNA ROSSA!

Perche’ Rossa? Il mio colore di capelli, nasco come castano chiaro (un grigio topo davvero deludente a parere mio) sperimento di tutto… e arrivo al Rosso (ehi badate bene non quel rosso menopausa E’!)

Spero di riuscire a condividere con Voi molto del mio tempo cosi da riuscire a creare una super grande famiglia.

Mi raccomando rimanete sintonizzate!

Baci! La rossa

Cosa faccio a casa? #2

Ebbene questa quarantena sta mettendo a dura prova la nostra vita e anche i dispositivi elettronici voglio partecipare a questo mirabolante progetto!

Tralasciando questa triste affermazioni vi racconto la seconda puntata del nostro appuntamento del venerdì! Questa settimana parleremo di cosa fare a casa come abbio già fatto la scorsa settimana!

Le più accorte saranno già svenutw nel vedere la perfezione che tale immagine trasmette.

RIORDINARE

Ebbene è questo un capitolo di questa specifica arte. C’è una donna che io ho avuto il piacere di conoscere anche se solo in modo digitale. INGRID lei è una super guru del metodo Konmari ( https://instagram.com/ingrid.benincasa?igshid=bzdmql5g4a44)

Dal profilo di Ingrid

Il metodo di cui lei è la professionista certificata è l’unico di cui sento di parlare. C’è molto da trattare, vi consiglio di leggere IL MAGICO POTERE DEL RIORDINO. È questo il libro che mi ha avvicinato a questo mondo.

Un metodo che promette di riportare ordine, luce e gioia in casa (e forse nella vita), attraverso tanti piccoli trucchi, applicati però con particolare rigore.

Tutto molto interessante, ma all’atto pratico… da dove si inizia?

Ingrid è completamente a vostra disposizione per qualsiasi domanda. Seguitela e tartassatela! Scoprite come ho fatto io anche attraverso il libro.

Vi abbraccio da lontano in attesa di poterlo fare da vicino!

La rossa digitale

Cosa faccio a casa?

Ebbene si, ovviamente sottolineando che la noia è portatrice di idee e cose che ci vengono in mente da fare mai fatte prima mi farebbe piacere darvi qualche spunto di cose da fare a casa con questa piccola rubrica fissa del Venerdi.

1 .IMPARARE UNA NUOVA LINGUA

In questo momento molti docenti stanno effettuando lezioni singole e di gruppo che vi permettono di avere non solo intrattenimento in questo periodo ma anche di accrescere la vostra formazione personale cosi da fare “CURRICULUM”. Lingue straniere sono sempre ben accette in ambienti lavorativi, ma ovviamente volete mettere la soddisfazione di andare a Madrid e ordinare dei straordinari Churros?

  • DidaelKTS, rispondendo alla missione che la vuole sempre attenta alle evoluzioni tecnologiche e alle soluzioni che possano essere realmente d’aiuto, nei tantissimi ambiti della vita, ha pensato di offrire gratuitamente l’accesso al corso di italiano per stranieri DIT 4.05. Di seguito vi metto il link per il corso gratuito -> https://www.didaelkts.it/solidarieta-digitale/#richiedi

  • Mirante Valentina contattatela tramite il suo Instagram e vi saprà guidare nel mondo Spagnolo e nel mondo Portoghese facendovi fare anche lei un piccolo viaggio in questi mondi ora lontani ma magari vicini tra qualche mese. Vi lascio il suo contatto Instagram -> https://instagram.com/mirantevalentina?igshid=1bpo1bcrc0d0d

  • Qui di seguito vi lascio invece qualche app Gratis o a pagamento che potrebbero essere utili per questo scopo:

Duolingo

Disponibile nel Google Play Store, nell’App Store e per Windows Phone, Duolingo è una delle migliori applicazioni disponibili sul mercato per imparare le basi di qualsiasi lingua straniera.

Busuu

Con Busuu potrai imparare 8 lingue diverse. Oltre al corso online gratuito, disponibile sul sito web, è possibile scaricare l’applicazione per Android e iOS (disponibile anche per l’orologio Apple Watch). Per utilizzare il servizio è necessario pagare un abbonamento mensile o annuale e il costo varia a seconda del numero di lingue che si desidera imparare.

Babbel

Attraverso l’applicazione di Babbel si possono svolgere esercizi di grammatica o di fonetica per migliorare la pronuncia. L’app è disponibile nel Play Store di Google e nell’App Store e il prezzo varia a seconda della durata della sottoscrizione (dai 9,95 euro per l’abbonamento mensile ai 19,95 per la sottoscrizione trimestrale, fino ai 33,30 per il semestrale e ai 59,40 per l’annuale).

Rosetta Stone

Grazie ad un tutor personale, imparare una delle 24 lingue offerte da Rosetta Stone non è mai stato così facile! Rosetta Stone è un’applicazione gratuita.(Pagando si possono  sbloccare contenuti premium e corsi avanzati).  Rosetta Stone è disponibile sia per Android e iOS che per il tablet Amazon Kindle Fire.

Chiudo cosi questa prima puntata di questa rubrica che ci terrà tutti un pò più vicini e tutti un pochino più impegnati!

Vi abbraccio da vicino!

Larossadigitale

Quanto il colore influenza la nostra vita

Per molti anni, dai 22 ai 35, ho scelto di indossare prevalentemente il nero.
Poi, mi piace pensare fosse scritto nel mio destino, il colore é tornato nella mia vita, questa volta non più studiato in relazione ai dipinti ed alle opere d’arte, ma sotto forma di armocromia.
Di tutte le tematiche che compongono la consulenza d’immagine, questa è per me senza dubbio la più stupefacente ed interessante.
Tutto partì dalla teoria del colore di Itten, il quale per primo si rese conto che per rendere al meglio le persone ritratte era necessario studiare una palette che tenesse presenti i colori di incarnato occhi e capelli del soggetto.


Quando troviamo i nostri colori magicamente il nostro viso si illumina, gli occhi diventano più vividi e la bocca risalta.
Avete mai notato quanto alcuni colori vi possano ingrigire o far sembrare sciupati?
Io lo noto maggiormente da quando sono mamma ed il mio viso non è mai riposato, nemmeno in vacanza.
Inoltre il colore ha una forte componente psicologica ed é in grado non solo di trasmettere a noi che lo indossiamo determinate emozioni, ma lo fa anche in chi ci osserva.
Guardandoci una persona si farà una determinata idea di noi, infatti la comunicazione non verbale ha la meglio su quella verbale ed in pochi secondi una persona formulerà la sua prima impressione.
A questo punto oltre a conoscere i nostri colori amici sarebbe anche importante capire cosa vogliamo comunicare col colore.

Se ad esempio volete spiccare e apparire energici e forti scegliete il rosso, se invece avete bisogno di trasmettere empatia e dolcezza optate per il rosa.
Il giallo é il colore del sole e infonde felicità e ottimismo.
L’arancio é il colore del divertimento per questo viene spesso utilizzato per i bambini.
Il marrone ci ricorda la solidità della terra e trasmette affidabilità.
Il blu dona serenità e calma.
Il verde é il colore della tranquillità e dell’armonia, avete mai fatto caso quanto sia rilassante passeggiare nella natura?
Il viola é il colore della spiritualità e del mistero, indossatelo se volete sentirvi affascinanti.
Il grigio é un colore che non attira l’attenzione consigliato quando volete passare inosservati.
Il bianco é il colore della purezza e dell’imparzialità, sceglietelo quando serve lucidità.
Il nero trasmette serietà e affidabilità.

Avete mai fatto caso a quanto cambia il vostro umore in base ai colori che indossate?
Mi piacerebbe che al mattino davanti al vostro armadio vi tornassero in mente questi spunti e vi aiutassero nella scelta dei vostri capi.
A presto,

Miriam

https://instagram.com/miriamtognazzi?igshid=ouon81vnozsn

Ripensare la sordità….seconda tappa del mio viaggio tra i sordi!

L’analisi del diverso da sé è stata da sempre oggetto delle ricerche antropologiche. Chiedersi “chi è l’altro” significa anche rivolgere l’attenzione alla comprensione di noi stessi, della nostra cultura e dell’alterità in essa presente con la quale spesso ci incontriamo e che a volte liquidiamo frettolosamente, rinchiudendoci nella rassicurante appartenenza al gruppo in cui, in quel momento, ci riconosciamo.
« Conoscere l’altro – come sostiene Lombardi Satriani – è il banco di prova dello sguardo antropologico ». Per conoscere se stessi, è necessario incontrare e conoscere l’altro.
Prima di intraprendere questo viaggio non sapevo e non conoscevo quasi nulla dei sordi, o come erroneamente li definivo sordomuti. Vengono anche definiti da “noi”, società dominante e udente, non udenti. Tutto questo, forse, accade per delicatezza, per evitare di offendere. È stato, questo, il primo pregiudizio con il quale mi sono confrontata.

Un confronto dal quale è emersa la consapevolezza che, chiamando una persona sorda, non udente si cade nella trappola di porlo in uno stato di inferiorità e non si riconosce l’altrui dignità. Tale concetto mette in risalto in senso negativo la diversità, gli viene negata l’interezza della loro umanità, perché manca loro qualcosa che noi abbiamo: l’udito. È da qui che ha avuto inizio la mia riflessione, la mia decostruzione di categorie da sempre pensate in senso assoluto: suono, lingua parlata, società e cultura udente. Ho rimesso in discussione molte cose del mio mondo e della mia visione del mondo. Di fondamentale importanza è stato cominciare ad entrare in contatto con i sordi e con la loro lingua, la lingua dei segni. L’impatto con questa lingua altra, la Lingua dei Segni Italiana (LIS), una lingua con una potenzialità espressiva meravigliosa, non è stato facile, come inizialmente tendevo a pensare.


Ero entusiasta di cominciare questo nuovo percorso; e così a settembre del 2004, eccomi pronta ad affrontare la prima lezione, la prima tappa del mio viaggio verso il mondo sordo. Munita di carta e penna entro nell’aula, sicura di dover prendere un bel po’ di appunti; e con mia grande sorpresa vedo che non ci sono banchi, ma solo sedie disposte a semicerchio. Inizia la lezione, una lezione fatta solo ed esclusivamente di segni, e non di parole. Da subito l’insegnante sordo non ebbe grandi difficoltà a rendersi chiaro tramite la LIS e una buona parte di mimica. Con il passare del tempo riuscì a rendersi sempre più comprensibile. La vera difficoltà fu di noi udenti, non abituati ad un tipo di lingua visiva. E solo con il tempo siamo riusciti a «[…]“sciogliere” in nostri corpi, le nostre espressioni, le nostre posture […]».(Zuccalà) Una lingua, la cui importanza, non risiede soltanto nel “gesticolare” delle mani, ma soprattutto in quelli che vengono definiti “aspetti non manuali”, come la postura del corpo, i movimenti degli occhi, del capo, delle spalle e in particolare l’espressione facciale. Elementi, questi, che concorrono alla produzione e comprensione dei Segni. Non sempre è stato facile accompagnare con il viso, le mani che segnavano, assumere le diverse e corrette espressioni a seconda del contesto. Come, d’altronde, non è stato facile “abbandonare” l’italiano e pensare in LIS, rispettando le sue strutture e le sue regole.
E come suggerisce Oliver Sacks, soltanto dopo aver imparato, in minima parte, una lingua dei segni, si può cominciare a vedere i sordi sotto un’ottica diversa e più consapevole:
«[…] cominciai a vederli in una nuova luce, soprattutto quando mi accadeva di osservarne due o tre che conversavano a Segni tra loro, con un’intensità e un’animazione di cui prima non mi era mai accorto. Solo da quel momento presi a considerarli non più come sordi, ma come Sordi, membri di una comunità linguistica differente […]». (Oliver Sacks)

A cura di Cristina Cremona

Piacere, Pavimento Pelvico!

Mi chiamo Pavimento Pelvico ma molt* di voi mi conoscono anche come Perineo, sono presente sia negli uomini che nelle donne e sono il custode del tuo corpo: faccio sì che tutti gli organi rimangano dentro la tua pelvi; favorisco l’eccitazione, l’erezione e gli orgasmi; ti garantisco che la pipì, i gas e la popò vengano mantenuti; ho un ruolo attivo durante il travaglio e il parto; ti aiuto a mantenere l’equilibrio e una posizione corretta; sono molto sensibile agli stati d’animo, agli abusi, allo stress…prenditi cura di me!

Ho tre strati di muscoli:

  • Profondo (elevatore dell’ano, pubo vaginale, pubo rettale) chiamato anche diaframma pelvico, ha un ruolo importante nel supportare gli organi pelvici e nel mantenere la continenza.
  • Intermedio (trasverso profondo, compressore dell’uretra, sfintere uretro-vaginale) tiene sospese le pareti vaginali.
  • Superficiale (sfintere anale esterno, trasverso superficiale, bulbo cavernoso, ischio cavernoso) stabilizza le porzioni distali di uretra, vagina e retto.
Immagine di Violeta Benini –

Ma non sono solo questo, sono anche ossa, nervi, tendini e legamenti. Eh sì, sono molto complesso!

Alterazioni ormonali, sport ad alto impatto, sforzi fisici prolungati, obesità, stipsi, interventi addominali, parti con episiotomia e/o lacerazioni, spingere quando si fa pipì e popò sono solo alcuni fattori che potrebbero danneggiarmi.

È il caso di rivolgersi ad un professionista se leggendo sopra hai almeno un fattore di rischio e in caso di:

  • Dolori mestruali
  • Dolori durante i rapporti
  • Insoddisfazione sessuale
  • Anorgasmia
  • Cistiti ricorrenti
  • Perdite di pipì, gas o popò
  • Interventi ginecologici
  • Candida e infezioni vaginali ricorrenti
  • Difficoltà a svuotare vescica o ampolla rettale

… o se sei curiosa e vuoi conoscere meglio il tuo corpo.

Piccoli accorgimenti quotidiani possono farmi stare meglio:

  • Sollevati dal letto partendo dal fianco senza fare un crunch (addominali)
  • Sollevati dalla sedia attivando i glutei e come se fossi una principessa!
  • Respira di pancia!
  • Non spingere quando fai pipì e non trattenerla troppo, soprattutto non andare a farla se non ce ne è effettivo bisogno (no alla pipì preventiva). Aspetta di sentire bene lo stimolo e fai pipì almeno ogni 4 ore.
  • Non fare popò in apnea effettuando il ponzamento ed evita di stare troppo tempo seduta sul wc.
  • Utilizza il panchetto sotto i piedi sia per la pipì che per la popò e se non sai di cosa sto parlando, inizia a seguire Violeta Benini su IG 😉

Ricorda: ginecologi, ostetriche, infermieri e fisioterapisti si occupano di valutazione e riabilitazione del pavimento pelvico solo se specializzati in questo. Cerca quello più vicino a te e inizia a prenderti cura di me ❤

Ludowika che ci spiega!

Articolo a cura di Ludowika Liberati – ostetrica-

Instagram : https://instagram.com/ostetrica_ludowikaliberati?igshid=1fjvl2w3u3g31

Aiuto mi scoppia l’ Armadio!

“Non hai bisogno di più spazio, hai bisogno di meno oggetti” questa
frase ultimamente mi appare un po’ovunque perché il decluttering
sembra essere una moda che contagia tutti.
Il mio desiderio é di avere una casa più minimal, questo però cozza
con il mio amore per le novità e con il bisogno di essere circondata
da oggetti che amo.
Le due aree che mi creano maggiori difficoltà sono il mio
guardaroba e i giochi di mia figlia.
Il doverli periodicamente riorganizzare mi fa pensare che questo
sottragga troppo tempo alle cose che mi piacciono e se da una parte
traggo grande soddisfazione quando vedo che l’ordine viene
ristabilito, dall’altra lo trovo un grande dispendio di energia.
Quindi durante lo scorso cambio armadio ho preso la decisione di
eliminare alcune cose.
Quello che non mi rappresenta, anche se mi ritengo abbastanza
poliedrica e quello con cui non mi sento a mio agio, per farlo
bisogna prima conoscersi.

Sull’onda dell’entusiasmo ho acquistato ben due libri di Marie
Kondo, e li ho trovati ricchi di spunti, ma troppo estremi, il suo
rigore è troppo rigido per me che accetto con fatica le imposizioni.
(Io conservo ancora i biglietti dei concerti del 99 per intenderci, le
scarpe da sposa che ora sono troppo piccole e centinaia di vecchie
lettere.)
Non sono certa di aver terminato entrambe i libri, ho preso quello
che mi è risuonato, il suo motto è “Tieni solo quello che ti dà gioia”
e questo credo sarebbe da applic

foto miriam
are ad ogni ambito della vita.
Dopo attenti studi e qualche mediazione ecco il mio metodo per
riordinare il guardaroba:
Svuotare completamente l’armadio.

No, non in una volta sola, mi dispiace Marie, il mio letto non
reggerebbe, mia figlia andrebbe in giro con i miei vestiti e
probabilmente mi verrebbe una crisi isterica, quindi io consiglio di
procedere a settori:
– pantaloni, gonne
– maglie e camicie
– giacche e cappotti

provare ogni cosa di cui non ricordo la vestibilità e decidere se
tenere, donare o mettere nel limbo.
Il limbo è una scatola che lascio in lavanderia, come consigliato da
M.K. Se un oggetto lasciato lì per due mesi non viene recuperato
allora non ci serve.
Io sono meno metodica anche qui, ad un certo punto lo scatolone
straripa e mi sta in mezzo ai piedi ed è arrivato il momento di darlo
a qualche raccolta di abiti.
Quando so a chi donare i vestiti è più semplice, perché sapere di
averli dati a persone a cui voglio bene mi fa sperare che li
riutilizzeranno.

Per mantenere l’armadio in ordine e controllare lo shopping
compulsivo una cara amica mi ha consigliato il suo metodo “dentro
uno fuori uno” per ogni capo che introduce ne sottrae uno o
addirittura due, a me sembra un po’ anaffettivo perché io voglio
bene ai miei vestiti, ma ci provo.

Fate shopping nel vostro armadio.
Per una settimana, o meglio ancora un mese, scovate i capi utilizzati
pochissimo e ogni giorno inseritene uno nell’outfit giornaliero,
vedrete quante sorprese.

miriam6

Organizzate swap party con le amiche: se non sapete come
funzionano sono degli incontri in cui ci si scambia vestiti ed
accessori che non si utilizzano più, pensate che bello poter rendere
felice qualcuno e dare una nuova vita ai vostri vecchi abiti.
periodicamente faccio una pausa detox dagli acquisti

e mi impongo di non comprare nulla per un mese.
La cosa che cerco sempre di fare è prediligere il Made in Italy,
anche se purtroppo non é certezza di sostenibilità, quantomeno non
dovrebbe favorire lo sfruttamento dei lavoratori.

Una volta scelto cosa tenere e cosa donare ripongo gli indumenti
della stagione terminata in scatole e sacchetti, in modo da ritrovare i
capi in ordine quando mi serviranno ed all’inizio di ogni stagione
necessitano al massimo di una veloce stirata.
Questo mi permette di prendermi cura dei miei abiti e sentirmi più
in armonia con lo spazio in cui vivo.

miriam2

Non ho ancora trovato una soluzione per i giocattoli ed alterno
alcuni momenti di grande sconforto ad altri in cui sono alla ricerca
di bauli e ceste e sposto mobili per rendere tutto più gradevole, alla
fine sono giunta alla conclusione che un giorno mi mancherà anche la casa di Barbie in salotto e quindi cerco di vederla come un elemento di design.

L’ autrice dell’ articolo :

https://instagram.com/miriamtognazzi?igshid=ouon81vnozsn

Vedere le voci – Cristina si racconta –

Sono Cristina, ho 38 anni e sono…sono moglie, mamma ..sono un’antropologa e futura (spero) pedagogista e lavoro da 14 anni come Assistente alla Comunicazione con bambini e ragazzi sordi.
Il mio interesse per i sordi è nato proprio tra le aule universitarie della facoltà di lettere della Sapienza. Una passione nata leggendo il testo del neurologo americano Oliver Sacks “Vedere Voci. Un viaggio nel mondo dei sordi”, che racconta il suo percorso tra i sordi, la loro cultura, la loro lingua e mi ha permesso di cominciare a vedere la sordità sotto un’ottica diversa.
Un interesse, quello per i sordi, che è, comunque, nato e cresciuto con il tempo. Fin da bambina, infatti, quando per strada incontravo persone sorde, rimanevo a guardare quel modo così strano di “gesticolare”. Gesti che allora mi sembravano privi di senso, ma che allo stesso tempo mi affascinavano, bloccandomi lì immobile ad osservare. Crescendo la mia curiosità per quelle “voci silenziose” non è affatto diminuita. La voglia di conoscere quel mondo sconosciuto, così “diverso” e “altro” dal mio con gli anni è aumentata. Così, più di un decennio fa ho deciso di intraprendere questo viaggio tra i sordi e il loro linguaggio, un linguaggio dove le mani diventano dei meravigliosi oggetti in movimento, dove gli occhi, le labbra, le guance, dove tutto il corpo parla. Insomma un “ viaggio antropologico nel mondo dei sordi”(Zuccalà 1997). Viaggio che dura ancora, iniziato per gioco e per curiosità, ma che con il tempo è diventato una vera e propria professione. Infatti dal 2006, dopo aver terminato tutto il percorso di formazione, è iniziato il mio lavoro come Assistente alla Comunicazione con bambini e ragazzi sordi.
L’Assistente alla Comunicazione opera in campo scolastico, di qualsiasi grado, ove sono presenti bambini – ragazzi – adolescenti sordi (o sordastri) segnanti o oralisti, figli di genitori sordi o di genitori udenti. L’assistente alla comunicazione non sostituisce l’insegnate di sostegno, ma coopera con essa e con tutto il team scolastico. Ha il compito principale di mediare la comunicazione tra il bambino e le persone presenti nel contesto scolastico nel quale opera: insegnanti curriculari, docenti di sostegno, compagni di classe, ausiliari, segretari e dirigenti. Poiché opera principalmente a scuola, l’assistente alla comunicazione svolge anche una funzione di supporto all’apprendimento.
L’Assistente alla Comunicazione facilita la comunicazione dello studente sordo e gli rende accessibile l’insieme dei contenuti scolastici e delle informazioni, ma è anche e soprattutto accoglienza, ascolto, sostegno emotivo. Ed è cosi’ che ogni giorno con passione e amore tra i banchi di scuola sono pronta ad essere ponte comunicativo ed emotivo.

Aiuto, supporto

La repubblica dell’ amore Republique Fabrique

Elena e Francesca, due amiche con una passione che le unisce il cucito.

Partono dai mercatini, si perchè quando inizi a capire che qualcosa potrebbe andarti a genio provi dai mercatini o dalle fiere ad iniziare a farti conoscere. Ora, sono in un negozio, che praticamente è la loro casa. Sono passati ormai sei anni dagli inizi, a decidere di diventare un unico brand invece che due ragazze indipendenti ognuna con il loro brand. Aprono al pubblico il 7 Gennaio del 2015 in uno spazio super nascosto della loro città ( non vi sto qui a dare specifiche ma per capirci ora è un garage )

Dai primi giorni hanno iniziato a creare le loro collezioni ma cosa ben più importante secondo me a condividere. Un artigiano molto spesso è geloso del proprio lavoro, spesso dettato anche dal fatto di queste nuove generazioni che si improvvisano tuttologi cosi da poter accaparrare qualcosa. Loro no, loro sin da subito hanno iniziato a fare dei corsi, a far capire alle loro clienti quanto sia bello un abito cucito con le proprie mani piuttosto che un abito, di una grande catena che ci rende tutto identici nel vestire.

Ovviamente calibrando ogni passo, mettendo in conto tutto quello che un salto cosi grande possa rappresentare per due ragazze che nella vita sono sempre state nel campo della ristorazione.

Sono passate dal garage, ad un negozio leggermente più grande e subito dopo 9 mesi sono passate al negozio dove sono ora. Un paradiso per loro. Che le rappresenta ed è la loro casa ormai.

l loro nome scelto in un modo poco poetico, Fabrique, scelto con un estrazione di nomi insieme ai loro amici. (Sugo anche come nome era stato inserito tra i prescelti da una loro amica) La parte più difficile secondo loro. Tenuto solo per i primi due anni e mezzo 3 e poi pian piano le persone che fanno parte del loro mondo, le loro ragazze hanno sempre iniziato a dire che era un posto felice e a percepire tale spazio come se fosse un mondo a parte- stato di cucito- repubblica di cucito- -> Republique Fabrique.
È molto naturale il fatto che quando tu sia molto appassionato di una cosa l’ idea di poter condividere e trasmettere la loro passione che quando uno inizia per scherzo. Raro anche perché il cucito è un modo molto gelosia o di non condivision

I nostri corsi ricordano, sono un format che ci piace molto come abbiamo sempre detto ma non possiamo portarlo in giro per tutto il mondo, abbiamo cosi inventato i carta modelli che sono molto intuitivi, illustrati in ogni passaggio e potremmo definirlo un micro corso per arrivare dove non possiamo ancora arrivare.

Il nostro compito è anche educare persone ad acquistare beni durevoli, piuttosto che un pantalone pagato 10 euro che magari non avrà lunga vita.
Cerchiamo di educare le persone ad un consumo consapevole.

Io chiacchierando con loro sono rimasta davvero ammaliata anche quando mi ha raccontato di cosa vogliono combinare per il 2020. Spero anche voi riusciate a sentire quello che ho sentito io ossia l’ odore di casa, di un the appena fatto, di coccole e di amore per quello che fanno.

Seguitele -> https://instagram.com/republiquefabrique?igshid=1kno01fjnr0sw

Ludowika Ostetrica digitale!

Quando la libera professione è un sogno!
Sono Ludowika Liberati ho 28 anni, sono mamma di Angelo e ostetrica libera professionista. Ho frequentato il corso di laurea in ostetricia presso l’università degli studi di Roma Tor Vergata nella sede del Fatebenefratelli Isola Tiberina. Durante la formazione ho avuto l’opportunità di fare tirocinio all’interno del presidio ospedaliero e di un consultorio famigliare della Regione Lazio all’interno del quale ho capito che tipo di ostetrica sarei voluta diventare.


Uscita dalla porta della mia amata università con il diploma tra le mani sapevo già cosa avrei voluto fare: l’ostetrica libera professionista!
La mia scelta ha destato stupore, non è stato semplice portare avanti il mio progetto di vita, ma a un anno dalla laurea ho finalmente realizzato il mio sogno.


Per i primi mesi dopo la laurea mi sono dedicata a mio figlio e alla nostra vita insieme per poi ritagliare parte del tempo e dedicarlo alla formazione. Sono diventata conduttrice di corsi di accompagnamento alla nascita, ostetrica formata nel rivolgimento podalico olistico e nella riabilitazione del pavimento pelvico, Personal Trainer Ostetrico, Acquamotricista Prenatale e Neonatale, consulente Babywearing; ho sostenuto anche esami per insegnare il massaggio neonatale alle coppie. Ho conosciuto colleghe che mi hanno formata al meglio e mi hanno tramesso la loro passione come Serena Anzilotti, Sonia Levantino e Violeta Benini, a queste ultime devo tutto ciò che so in merito alla riabilitazione del pavimento pelvico.
La mia “fame” di cultura era dettata dalla volontà di poter provvedere al BenEssere della donna a 360 gradi e non solo come supporto durante la degenza in ospedale. Ho iniziato così i primi corsi, con alcune coppie già dalle 18 settimane, e sono arrivate fin da subito le prime soddisfazioni.
Non tutti conoscono la figura dell’ostetrica; pochi sanno che non si occupa solo della donna durante la gravidanza e il parto ma che offre anche le prime cure al neonato, conduce corsi di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, corsi di “remise en forme” dopo parto e di fitness in gravidanza. L’ostetrica può gestire autonomamente la gravidanza prescrivendo visite ed esami, può informare le donne riguardo i metodi contraccettivi, vigila affinché ci sia il benessere di mamma e bambino.


L’ostetrica è quella figura professionale che sta accanto alle donne in ogni periodo delle loro vita, fin dalla nascita, per arrivare mano nella mano nella delicata fase della menopausa.
L’ostetrica non è solo l’operatore sanitario che incontri al momento del parto, l’ostetrica è MOLTO di più.